Sulla Groenlandia l'Europa frena Trump. Finalmente

Redazione Online
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|4 settimane fa
Foto ANSA
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L’Europa che parla come si deve e con un tono da potenza mondiale. Ci voleva il Trump conquistatore per far risvegliare non lo spirito europeo (lasciamo perdere lo spiritismo e le altre faccende intangibili) ma l’interesse europeo, sensatamente rappresentato in modo unitario, dichiarando e prendendo una posizione difendibile con la forza di stati alleati e uniti da un abbozzo di organizzazione comune. La dichiarazione sulla Groenlandia segna il passaggio dell’interesse comune dalla fissazione delle regole commerciali (che sono anche una cosa buona) all’attenzione per l’interesse strategico generale dell’Ue, ed è importante che si tenga un riferimento costante alla Nato, considerata non cosa degli americani ma struttura comune di difesa. Questo è il testo della dichiarazione dei leader europei.
L’artico è una priorità per l’Europa, dice il cancelliere Merz.
E il senso strategico ed economico di questa posizione paneuropea.

Le tre "cose" principali

Fatto#1

E subito dopo i leader europei sono passati ai lavori del vertice dei volenterosi, sulla questione ucraina.
A Parigi succedono cose (europee).

Fatto#2

Mentre l’Italia sta per dare il suo consenso all’accordo europeo con il Mercosur (con una mossa coraggiosa e intelligente) arriva la soluzione per il bilancio comune dell’agricoltura. Le organizzazioni agricole avevano pressato il governo perché non firmasse l’accordo, ma, nello stesso tempo, chiedevano di difendere il bilancio comunitario. In questo modo, con un classico 1-1, si sistemano due tavoli complessi.

Fatto#3

Tra le varie mancanze organizzative svizzere c’è ora anche l’incapacità di mantenere il controllo del territorio a Crans di fronte alle intimidazioni contro la stampa. Il personale del Constellation, invece di prepararsi a una complessa difesa legale, si permette di intimidire e aggredire troupe televisive, senza che ci siano interventi da parte delle forze dell’ordine svizzere.

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