“Uscire dall’Oms? Ripeto: assolutamente no”. Adesso però glielo chiede la sua maggioranza in Lombardia con una mozione approvata in Consiglio regionale… “Sanno anche i sassi come sono stato scelto come assessore: sono e rimango un tecnico a disposizione della politica. Ognuno fa il suo mestiere i politici fanno le bagarre politiche, io mi occupo dei problemi reali delle persone. E comunque la Lombardia non mi risulta uno stato sovrano, quindi non può uscire dall’Oms”.
Guido Bertolaso, assessore al Welfare e alla Sanità della giunta leghista di Attilio Fontana in Lombardia, parlando con il Foglio, liquida con poche parole la mozione approvata martedì scorso dal Consiglio regionale lombardo - e votata non solo dalla Lega, ma anche da FdI e Forza Italia - che impegna la giunta a “a sostenere il governo nella valutazione, in piena autonomia, del ruolo dell'Italia qualora non vi siano più le condizioni di sostenibilità economica per rimanervi”. Insomma, invita il nostro paese a uscire dall’Organizzazione mondiale della sanità qualora gli Stati Uniti confermino la loro decisione, lasciando l’ente senza il sui principale finanziatore.
Adesso assessore toccherà lei spingere il governo a seguire Trump e uscire.“Ma non ci penso nemmeno”, replica Bertolaso. “Se l’Italia vorrà uscire lo farà. Di certo non sarò io a prendermi questa responsabilità, né a spingere in questa direzione, com’è noto la penso molto diversamente”.
E in effetti la posizione di Bertolaso era noto da tempo. Già nelle scorse settimane l’ex capo della Protezione civile
aveva bocciato la proposta di legge leghista - redatta dal duo Borghi&Bagnai - che prevede l’uscita dell’Italia dall’organizzazione.
“Nei decenni passati - aveva commentato Bertolaso - l’Oms ha svolto un ruolo essenziale nella prevenzione, nell'informazione e nella vaccinazione. Bisogna stare dentro e semmai provare a cambiare le cose dall'interno. Da medico, esperto e cooperante credo che l'Oms abbia grandi meriti e grosse responsabilità. Si può cambiare. Uscire? Assolutamente sbagliato”.