Damasco, dal nostro inviato.Gli alawiti della baraccopoli di Mazzeh 86, periferia occidentale della capitale, hanno paura e i volti tesi, temono rappresaglie da parte degli uomini di Hayat Tahrir al Sham (Hts) che chiudono l’ingresso al quartiere. Secondo Hts, fra i residenti si nascondono gli shabiha, gli agenti dei servizi segreti di Bashar el Assad che non vogliono arrendersi e deporre le armi. La gestione della minoranza alawita sta diventando la più complessa e urgente per il governo di transizione in Siria. Negli ultimi due giorni, sulla costa di Latakia e Tartous, gli alawiti sono scesi in strada per protestare contro Hts, accusato di giustizia sommaria nei confronti di quella che per decenni è stata la minoranza su cui si è retto il regime di Assad. Due giorni fa a Tartous, 14 uomini del governo sono stati uccisi in un’imboscata tesa dai lealisti del regime. L’episodio ha innescato un effetto domino nel resto del paese, mescolando insieme odio settario e nostalgia del regime di Assad.