Logo La Nuova del Sud

Roma capoccia

Termovalorizzatore eccoci. Ma attenti a Ignazio Marino

|
Termovalorizzatore eccoci. Ma attenti a Ignazio Marino
Da un lato c’è lui, Roberto Gualtieri. Dall’altro un suo piuttosto agguerrito predecessore, l’europarlamentare di Avs Ignazio Marino. Il primo per il suo terzo anno da sindaco Roberto Gualtieri vuole regalarsi un termovalorizzatore. Quell’altro, da Strasburgo, pianifica di rovinargli la festa. A Palazzo Senatorio c’è un certo fermento. Tra pochissimo il sindaco annuncerà con un evento la fine dei lavori della commissione tecnica, dunque il termine dell’iter autorizzativo, e l’inizio dei lavori per realizzare il nuovo termovalorizzatore di Roma. A inizio agosto d’altronde era stato aggiudicato allo stesso consorzio di imprese che aveva redatto il progetto – con capofila Acea e dentro Hitachi Zosen Inova AG, Suez Italy Spa, Vianini Lavori Spa e RMB Spa – la gara per la realizzazione dell’impianto. Ma mentre Gualtieri lavora all’annuncio, a Strasburgo Ignazio Marino sta preparando una corposa interrogazione. “Sarà depositata a giorni”, assicurano dal suo staff. L’ex sindaco vuole chiedere alla Ue di fermare il progetto. Questa la tesi: l’assegnazione della realizzazione dell’impianto ad Acea viola il diritto europeo sulla concorrenza in quanto la multiutility, pur essendo una società per azioni quotata su Borsa italiana, è controllata dal Campidoglio. E’ l’ultima offensiva contro il termovalorizzatore di Marino, candidato nei prossimi mesi a essere il campione di coloro che vogliono fermare la costruzione dell’impianto. I tempi della interrogazione infatti non sono affatto casuali. Ai più attenti non è infatti sfuggito che, annunci a parte, i giorni per la chiusura dell’iter autorizzativo fossero questi. Negli scorsi giorni, nel corso di un evento organizzato dal Sole 24 Ore, era stato l’ad di Acea Fabrizio Palermo a spiegare: “Il progetto ha raggiunto le varie fasi ed è in attesa della conferma definitiva della commissione tecnica. Poi partirà la cantierizzazione. Credo che ciò avverrà in tempi brevissimi”.
Sulle modalità dell’annuncio del via libera definitivo al nuovo termovalorizzatore comunque in Campidoglio vige il più stretto riserbo. Si farà a Santa Palomba, sui terreni in cui sorgerà l’impianto? Ci sarà una conferenza in Campidoglio? Sarà la sopresa dell’evento del 14 novembre per festeggiare i tre anni di sindacatura di Gualtieri? Di certo si temono contestatori e comitati del No, dunque meglio mantenere il profilo basso. L’annuncio in ogni caso avverrà nelle prossime settimane proprio in concomitanza con i festeggiamenti per i primi tre anni del Campidoglio a guida Gualtieri. E d’altronde due anni fa il sindaco ha celebrato all’Auditorium il suo secondo anno di mandato annunciando proprio il bando per la realizzazione dell’impianto. Un anno dopo, ecco il cantiere. Marino permettendo.
Da settimane sul futuro impianto regnava un silenzio assoluto. Un silenzio reso strano anche dalle aperture di Elly Schlein, nel corso della festa dell’Unità a Genzano romano, di un dialogo con i comitati del No. Ai più attenti poi negli scorsi giorni non è sfuggito il voto favorevole del gruppo parlamentare Pd alla Camera su un ordine del giorno del M5s. Un atto contro il termovalorizzatore in Sicilia, ma che, nelle premesse, contestava tout cour la tecnologia, i termovalorizzatori insomma. Non a caso Claudio Mancini, deputato Pd vicinissimo al sindaco di Roma, ha deciso di non partecipare al voto. Inoltre, rispetto al cronoprogramma presentato dal sindaco a dicembre del 2022 c’è un certo ritardo. I lavori sarebbero dovuti iniziare a luglio. “I cantieri del termovalorizzatore dovevano essere aperti quattro mesi fa come da cronoprogramma del Comune. Perché siamo in ritardo?”, chiede il consigliere capitolino di FI Francesco Carpano. “Ho presentato un’interrogazione sul tema al sindaco. Si tratta di un’opera importante che va però tarata anche rispetto alle esigenze del territorio, penso alla necessità del trasporto su ferro per portarci i rifiuti”. Certo è che se si riuscisse davvero a partire con il cantiere entro la fine del 2024 i mesi di ritardo sarebbero meno di sei. Le prime linee del termovalorizzatore, sempre stando ai tempi previsti dal cronoprogramma, potrebbero entrare in funzione già a inizio 2027. Sarebbe un vero successo.