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Il Bi e il Ba

Il deserto politico sulle carceri

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Il deserto politico sulle carceri
LaPresse
Se non hanno più pane, che mangino brioche. E se in carcere crepano di caldo, che gli sia dato qualche frigorifero. L’annuncio del ministro Nordio di avere avviato la procedura di acquisto di mille congelatori a pozzetto da installare nei penitenziari “per rispondere concretamente al caldo record di queste settimane” ha quanto meno, nella sua surreale inadeguatezza e nella sua quasi insultante frivolezza, il pregio della fantasia. Forse è nata da un’associazione verbale: caldo, cella… cella frigorifera! Intorno a lui, c’è da dire, si estende un paesaggio di uniforme e desertica tetraggine: costruire nuove carceri, ampliare le carceri esistenti, adibire a carceri vecchie caserme, trasferire i detenuti stranieri nelle carceri dei loro paesi di provenienza. Carceri, carceri, carceri.
La mancanza assoluta di immaginazione politica, unita alla cocciuta, proterva risolutezza nel non prendere neppure in considerazione le soluzioni più semplici, ragionevoli e praticabili nel breve termine, imprigiona il dibattito in una cella mentale dove, come dice il poeta, “la Speranza, simile a un pipistrello, se ne va battendo i muri con le ali timide e urtando con la testa contro soffitti marci”. I politici e i giornalisti di entrambi gli schieramenti – la destra di Meloni e la destra di Conte, la destra della Verità e la destra del Fatto – si sono rinchiusi in questa segreta e hanno buttato la chiave perché sono convinti che il grosso dell’opinione pubblica sia dalla loro parte, e che gli italiani inorridiscano al solo udire una formula come “liberazione anticipata speciale”. Ma è davvero così? Non voglio credere che i miei connazionali siano diventati così disumani, prima ancora che insensibili alle ragioni del diritto, da trovare inaccettabile che in questa atroce emergenza qualche migliaio di detenuti con buona condotta e con un piccolo residuo di pena da scontare esca di galera alcune settimane prima di quanto la legge attuale prevede. Sono un illuso?