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La guerra di Donald Trump contro il Venezuela, cioè contro Maduro e i narcos. Obiettivi che meritano un forte contrasto, ma, come già visto, le cannonate dalle navi da guerra non è detto che funzionino per questo tipo di operazioni. Comunque, l’azione militare è pronta per essere avviata e per gli Usa significa un cambio strategico nell’uso della forza di fronte a paesi verso i quali da tempo era bastata la capacità di persuasione o le sanzioni economiche. Il Venezuela, poi, non è l’unico stato ampiamente finanziata dalla narco-economia e con questa guerra si aprirebbe la strada verso altre prove di forza. Il mondo politico liberale americano, la sinistra, tutti i non-Maga criticano l’operazione contro il Venezuela. Ma non dimentichiamo che una donna politica di grande qualità e di grande energia, come Marina Corina Machado, fresca di premio Nobel, guida l’opposizione a Maduro e ha l’appoggio di Trump. Il governo brasiliano non fa cose tanto diverse.
Giancarlo Giorgetti e la maggioranza si affidano al parlamento per sistemare la questione della tassazione aggiuntiva a carico delle banche. Nessuno vuole rinunciare a dire ai propri elettori di aver portato a casa il prelievo sulle banche, ma, allo stesso tempo, nessuno vuole passare per il cattivo tassatore (anche perché quando si tassa poi ci sono ricadute sui clienti). E allora niente vertice di maggioranza e via, invece, alla procedura di parlamentarizzazione del problema.