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È una robusta ripresa economica il banco di prova del governo Renzi

Finite le vacanze – per chi ha potuto permettersele –, riaperte le fabbriche, ripartite a pieno ritmo le attività produttive ci si chiede che cosa aspetta gli italiani in questi quattro mesi che mancano alla chiusura dell’anno.

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Finite le vacanze – per chi ha potuto permettersele –, riaperte le fabbriche, ripartite a pieno ritmo le attività produttive ci si chiede che cosa aspetta gli italiani in questi quattro mesi che mancano alla chiusura dell’anno. Il sentiment non è dei migliori: va dall’attesa, alla prudenza, alla preoccupazione per un futuro che non lascia intravvedere segni forti di uscita dalla crisi. I dati dei primi sei mesi del 2016 infatti non sono confortanti. Il prodotto interno lordo nel primo e secondo trimestre è rimasto fermo. Su base annua la crescita viene stimata in un +0,7% rispetto all’1,2% fissato dal Governo. Rallentano le esportazioni, sono fermi i consumi e gli investimenti. Ad aumentare – quando avrebbe dovuto invece iniziare a diminuire – è lo stock del debito che a fine giugno ha toccato il record di 2.248,8 miliardi. Va infine ricordato che ben 12 milioni di lavoratori – 9 nel privato e 3 nel pubblico – sono in attesa del rinnovo del contratto. Il ministro dell’economia Padoan rassicura dicendo che il problema non è soltanto italiano ma riguarda l’intera Europa alle prese con un rallentamento significativo della congiuntura internazionale. E sottolinea – a ragione – che comunque la ripresa, attestata dal segno più del Pil, è in atto e proseguirà anche nei prossimi mesi.Per far fronte alla situazione il Governo ha messo a punto un pacchetto di investimenti di ben 30 miliardi destinati alla realizzazione di grandi infrastrutture per l’ammodernamento del Paese, al taglio delle imposte che gravano sulle aziende, al completamento delle riforme che dovrebbero assicurare maggior efficienza e competitività. Un quadro più definito ed organico si avrà soltanto ad ottobre con la presentazione della legge di stabilità e del bilancio dello Stato. Decisiva si rivelerà anche la trattativa con l’Unione Europea volta a consentire all’Italia, per il secondo anno, una maggiore flessibilità di spesa necessaria per finanziare gli interventi pubblici programmati e per indirizzare le risorse della Comunità ad un piano organico di sostegno alla crescita.Il presidente del Consiglio è come sempre fiducioso. «L’Italia – ribadisce – è un grande Paese e ce la può fare». In autunno Renzi e il suo governo sono però attesi ad un un esame importante. Se le convinzioni espresse dal premier non troveranno conferma nei dati dell’economia reale, potrebbe aprirsi una situazione di incertezza di cui, ad oggi, non è dato sapere l’esito. Sono sempre più numerosi infatti gli osservatori che pensano che la vera prova da superare sia non tanto e solo la vittoria del “sì” al referendum costituzionale, ma la capacità di far ripartire in modo significativo e duraturo la ripresa e, con essa, la fiducia degli italiani nel futuro.

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