Sa essere liberatorio pedalare tra gli sterri toscani, sa riappacificare, grazie alla sua tranquillità di scarso traffico e grande densità di paesaggi da ricordare, con se stessi.
Domenica il finimondo al Giro d'Italia 2025 era però iniziato prima, poche centinaia di metri dopo che le ruote dei corridori hanno incontrato il primo tratto di sterrato, quello che univa San Giovanni d'Asso a Buonconvento passando per Pieve a Salti. È stato lì che i 173 corridori del Giro si sono divisi in un numero imprecisato di gruppetti e hanno iniziato a sparpagliarsi lungo il percorso.
Domenica 25 maggio 2025 saranno molti di più i corridori che pedaleranno su quella strada bianca. Saranno anche domenica sparpagliati, alcuni da soli, altri a gruppetti. E
senza la fretta di una linea d'arrivo da tagliare prima degli altri che ti priva del godimento della bellezza di ciò che ti sta attorno. Domenica 25 maggio 2025 chi percorrerà lo sterrato di Pieve a Salti non avrà una classifica a cui pensare, potrà pensare solamente a quanto si sta bene a pedalare in sella a una bicicletta senza dover pensare a nulla se non pedalare su di una bicicletta. Perché
domenica 25 maggio 2025 chi pedalerà su quegli sterrati lo farà all'Eroica Montalcino 2025 e all'arrivo di Montalcino non esiste classifica, non c'è un tempo massimo, non c'è una maglia rosa da conquistare. Solo biciclette d'acciaio che tintinnano del brecciolino che si alza da terra e colpisce, ogni tanto, il telaio; che
luccicano di cromature al sole; che risuonano di fruscii di palmer e di vociare di persone. Quelle degli oltre duemila appassionati. E saranno voci che parlano lingue diverse, gli iscritti provengono da trentasei paesi, che magari non si capiscono tra loro, ma che si comprendono benissimo, perché in fondo la bicicletta e ciò che si prova pedalando è linguaggio comune. Comunione di passioni, e poco male se il Giro d'Italia si è dimenticato di quando l'Italia voleva asfaltare gli sterrati e di come L'Eroica è riuscita invece a preservarli.