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L’orrido “mercato” dei figli

Donne abbandonate in piena gravidanza, così recita una notizia di cronaca degli ultimi giorni su Repubblica. Vicende non nuove, se non fosse che qui non si tratta di mariti o compagni che se la danno a gambe, ma di un’agenzia di maternità surrogata...

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L’orrido “mercato” dei figli
Donne abbandonate in piena gravidanza, così recita una notizia di cronaca degli ultimi giorni su Repubblica. Vicende non nuove, se non fosse che qui non si tratta di mariti o compagni che se la danno a gambe, ma di un’agenzia di maternità surrogata. Siamo a Tbilisi, capitale storica della Georgia e capitale da alcuni anni pure di questa pratica. In questo aspetto ha preso il posto di Kiev, che non è più stata luogo privilegiato per esercitarla a partire dall’intensificarsi del conflitto ucraino-russo dal febbraio 2022. Proprio in quei mesi si trasferiva dall’Ucraina alla Georgia un’agenzia, che ora ha lasciato varie donne senza soldi e protezioni, ma con una gravidanza in corso.Avvenire qualche mese fa spiegava così la faccenda: centinaia di richieste da coppie – chiamate “intenzionali” – dei Paesi più ricchi (soprattutto europei e americani) e centinaia di donne fatte arrivare dai Paesi più poveri. Le agenzie, dietro lauto compenso – si va dai 45mila ai 65mila dollari –, trovano un corpo femminile a disposizione, fanno firmare accordi molto stringenti, garantiscono zero pensieri a chi paga e una forte sorveglianza medica alla donna in maternità: risultato certo e arricchimento garantito.Qualcuno parla di una possibilità scientifica per persone facoltose e sterili, molti altri preferiscono parlare di schiavitù, visto che si tratta di andare in una zona povera del mondo, reclutare una donna disperata, prometterle un compenso altrimenti difficile, usare il suo corpo e pretendere che poi si dimentichi di aver dato alla luce un figlio. L’agenzia poi le abbandona o le richiama per una nuova maternità surrogata, anche solo tre mesi dopo il parto. La legge prevederebbe minimo sei mesi, ma è allegramente superata su questo così co

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