“Consentiteci di svolgere l’esercizio di libertà e democrazia” è stato l’appello sollevato da Patrizia Barbieri, capogruppo della civica di centrodestra, nei confronti dell’amministrazione Tarasconi. “Il controllo è legittimo, ma lo è anche il rispetto della privacy e della separazione dei poteri tra quello di indirizzo del consiglio, esecutivo della giunta e gestionale degli uffici, nonché la necessità di evitare esagerazioni, falsità e complottismo” ha ribattuto Paola De Micheli (Pd).
Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) ha incalzato la maggioranza: “La giunta Tarasconi ha nascosto i documenti ai consiglieri, adottando un atteggiamento ambiguo”. D’accordo Filiberto Putzu (Liberali): “È grave che l’amministrazione non abbia comunicato subito che il 12 giugno scorso era stato avviato il procedimento di risoluzione contrattuale a carico del concessionario, poi revocato il 12 luglio”. La notizia, infatti, è emersa in commissione solo due giorni fa.
Nel suo intervento, Sara Soresi (FdI) ha detto che “l’opera avrebbe potuto essere realizzata anche con un altro concessionario, rescindendo il contratto con l’inadempiente Gps”.
Dai banchi della maggioranza, invece,
Salvatore Scafuto (Pd) ha espresso “soddisfazione per il risultato positivo dopo un lungo e tortuoso percorso che ha richiesto un’attenta gestione della complessità, a partire dalle azioni intraprese per proteggere gli interessi della comunità. Il mancato tavolo tecnico nel 2020 ci ha portato alla situazione attuale, consentendo al privato di contestare i ritardi dell’ente pubblico”. Proprio nei mesi scorsi, va ricordato, l’amministrazione Tarasconi aveva condotto una trattativa con il gestore per aggiornare il quadro economico finanziario e tentare così di sbloccare l’opera, a fronte dei costi lievitati per il futuro cantiere (+4,7 milioni rispetto all’accordo di dieci anni prima), e portando anche all’
aumento delle tariffe di sosta nelle strisce blu in città, capitolo finanziario che rientra nel medesimo maxi-appalto.
Rispetto alla vicenda della fideiussione falsa, la sindaca Katia Tarasconi ha preso la parola per ricordare che “l’ufficio assicurazioni non ha mai riferito che la polizza fideiussoria potesse essere falsa” e che “il parere raccolto dalla consigliera De Micheli non è alla base di alcun atto ed è stato donato in maniera legittima, dato che le norme permettono alle pubbliche amministrazioni di ricevere per donazione beni o prestazioni rispondenti all’interesse pubblico”. La prima cittadina ha ribadito, poi, che “il Comune è parte lesa, come tanti altri enti pubblici rimasti vittime del raggiro su scala nazionale”.