

“Catena umana. Se c’è un’espressione che dà il senso complessivo di questo viaggio in Ucraina e Romania, breve ma intenso, è proprio questa – si legge nell’introduzione del volume -. Si torna a casa avendo compreso un po’ di più che una guerra scatena alla perfezione le contraddizioni dell’animo umano. Guerra è odio, paura, sofferenza, morte. Guerra sono le sirene assordanti di Chernovtsy che fanno precipitare i bimbi giù dalle scale della comunità per rifugiarsi in scantinati stretti e angusti. Guerra sono i check point sulla strada con i sacchi di sabbia e la bandiera ucraina mai ammainata. Guerra è il volto del militare ucraino che campeggia sui cartelloni pubblicitari esortando a imbracciare le armi e combattere per un paese libero. Ma guerra è anche altro. È amore, umanità, solidarietà, fratellanza. È mettersi nei panni di chi patisce ed essere disposto a tendergli la mano”.
