In principio fu la pace. “Noi le armi a Kyiv non le inviamo,
e il Pd?”.
Ci fu poi la lotta ai cacicchi in Basilicata che “costringevano” il Movimento al veto sul candidato votato dal Pd locale, Angelo Chiorazzo, portando il Nazareno a una rincorsa suicida ai voleri grillini, con il partito spaccato in due. Poco dopo
la “questione morale” in Puglia che metteva i 5 stelle nelle condizioni di “dare un segnale” e uscire dalla maggioranza, mettendo
Schlein contro Michele Emiliano. Ancora due giorni fa ecco l’entrata a gamba tesa di Giuseppe Conte sulla scelta, che già divideva il partito, di mettere il nome di Schlein sul simbolo del Pd per le europee. “Una ferita per la democrazia”.
Non c’è giorno insomma che, in attesa delle elezioni di giugno, alla ricerca di un insperato sorpasso elettorale,
il capo del M5s non si diverta a mettere in luce le infinite contraddizioni del Pd. Soprattutto sottolineando le differenze tra il partito e la sua segretaria. Ieri l’ultima trovata. Un nuovo argomento, sottile ma dal risultato certo:
la Gpa solidale. Si tratta della gravidanza portata avanti per altri ma senza scambio di denaro o altre utilità. Una forma, almeno formalmente etica, di maternità surrogata.
I 5 stelle hanno presentato al Senato un disegno di legge per introdurre questa pratica in Italia. Sottotesto: adesso qual è il vero partito dei diritti civili, il M5s o il Pd? La scelta è particolarmente crudele. Schlein è favorevole a una norma del genere,
ma la maggioranza dem no. Non è un caso che
sull’argomento il Pd si sia già diviso lo scorso luglio, quando una proposta simile fu presentata alla Camera dal deputato di Più Europa Riccardo Magi sotto forma di emendamento al disegno di legge Varchi, quello con il quale la maggioranza punta a trasformare in reato universale la maternità surrogata. Per il Pd quella spaccatura fu particolarmente teatrale. Schlein convocò una riunione notturna per decidere, non è uno scherzo, se astenersi o non partecipare al voto sull’emendamento Magi.
Si litigò lo stesso. Adesso il dl Varchi sta per arrivare al Senato. E Conte si è fatto trovare pronto. Della serie: questa volta a lacerare il Pd ci pensiamo noi, intestandoci l’ennesimo argomento sul quale i dem non riescono ad avere una sola voce. E infatti la proposta grillina è pronta a tramutarsi per l’arrivo in aula del disegno di legge della maggioranza sul reato universale in emendamenti. Che farà il Pd?