Logo La Nuova del Sud

Il racconto

Salvini nobel, fa infuriare Zaia e la Lombardia. FdI “sfiducia” Romeo

|
Salvini nobel, fa infuriare Zaia e la Lombardia. FdI “sfiducia” Romeo
Ansa
Salvini, fenomeno. Ha risolto un problema e ne ha aperti due. Ottiene il Veneto per il suo Alberto Stefani ma si mette contro il Veneto di Luca Zaia e la Lombardia di Max Romeo. La notizia la dà il responsabile di FdI, Giovanni Donzelli, alla Camera: “Non è previsto che il nome di Zaia sia nel simbolo della Lega”. Il Foglio ferma Tajani che conferma: “Durante il vertice fra leader non si è parlato di Zaia. Non mi risulta che la lista della Lega porterà il suo nome”. Zaia è stato informato? Da Venezia, il governatore risponde: “Apprendo dalle agenzie. Non so nulla”. Salvini cosa ha negoziato e cosa ha ottenuto? Ricapitoliamo. Il Veneto va alla Lega, ma FdI potrà esprimere sei assessori e avrà il diritto di prelazione sulla Lombardia con tanto di nota pubblica firmata da Salvini.
E’ la nota che Romeo, il segretario della Lega Lombarda, capogruppo al Senato, si è rifiutato di firmare. Bene. La Lega senza Zaia nel simbolo rischia di passare da un possibile trenta per cento a dieci. Bene. Ricordate come era cominciata? FdI si oppone al terzo mandato per presidenti di regione, ma poi dice a Salvini: se tu vuoi, lo facciamo. Bene. Salvini fa finta di battersi per il terzo mandato ma assicura FdI “non vedeva l’ora di sabotare Zaia”. Benissimo. Si arriva al vertice di mercoledì sera, il vertice che porta alla fumata bianca e Salvini firma il “piano Meloni”. In Veneto la Lega avrà Stefani, ma se va bene solo due assessori, mentre la Lombardia è prenotata da FdI per Carlo Fidanza o per Ettore Prandini di Coldiretti (dicono che possieda una Lamborghini formidabile). Magnifico. Vista da Salvini la vera notizia sarebbe il successo, aver strappato il Veneto a Meloni, e non se o come correrà Zaia. Sicuri? Zaia che ha un rapporto con Meloni, personale (occhio, caro ministro della Salute, Orazio Schillaci) che motivo avrà di battersi? La Lega ci perde. Da Forza Italia e FdI avvertono: “Guardate che è stato Salvini a non fare il nome di Zaia. E’ stato lui ad accettare le condizioni di Meloni”.
L’obiezione è che non poteva fare altro. La verità è che non gli era utile. Zaia ha proposto a Pontida la Lega Csu, due partiti collegati, come in Germania, una grande Lega del nord e una del sud. Ma se Zaia fa la Lega Csu e Vannacci scala la Lega punkofascia a Salvini cosa resta? Il guscio. A Zaia propongono adesso qualsiasi carica: sindaco di Venezia, presidente Eni, ministro quando sarà, deputato da subito. Per lui andrà bene comunque vada, ma la Lega dove va? In Lombardia la base è in rivolta perché pensa: “Ci hanno venduto”. Igor Iezzi, il visconte di Quarto Oggiaro, commissario della Lega nord, deputato, dice: “A Pontida parliamo di Carta lombarda e ora ci accorgiamo di non avere la Lombardia. La carta ce la possiamo mettere dove sappiamo”. Come governerà Attilio Fontana per i prossimi tre anni? FdI lo punta. C’è poi Romeo. Il partito di Meloni non si fida. E’ capogruppo al Senato e più volte, in politica estera, spiega FdI, ha preso posizioni “discutibili”.
Vogliono che Salvini lo sostituisca per una questione di affidabilità di governo. Salvini è sicuro di controllare Romeo? Trump ha negoziato la pace con Hamas, Salvini ha negoziato una candidatura ma gli sono esplose due regioni. FdI pensa già che “fa tre anni negozieremo forse con Vannacci”. E’ da nobel. Nel giorno della pace, Salvini ha la guerra in casa. Non mandatelo a Sharm el-Sheikh.