È stato un combinato disposto, mercoledì pomeriggio, e insieme, il presidente della Repubblica e l'ex presidente del Consiglio, sono intervenuti per lanciare un appello: cara Europa, è ora di fare di più. Mattarella e Draghi, lo avete visto, erano insieme al Cotec Europa, a Coimbra, in Portogallo, e in modo simmetrico hanno spiegato che per l'Europa è tempo di occuparsi un po' meno di quello che l'America dovrebbe fare per noi ed è tempo di occuparsi un po' di più di quello che l'Europa dovrebbe fare per se stessa. Draghi ha ricordato che dal 2000 la crescita annua della produttività del lavoro nell'Ue è stata solo la metà di quella registrata negli Stati Uniti, e che questo ha causato un divario di produttività cumulativo di 27 punti percentuali. Draghi ha anche ricordato che per incapacità europee, sul tema della competitività, dal 2015 al 2022, le grandi società pubbliche europee hanno registrato un tasso di rendimento del capitale investito inferiore di circa 4 punti percentuali rispetto alle loro omologhe statunitensi. Obiettivo futuro? Lo spiega Mattarella: “Dobbiamo lavorare insieme per un’Europa più competitiva, tecnologicamente avanzata e quindi più sicura, capace di ridurre le sue dipendenze strategiche ma senza pregiudicare la tela di fondo di un ordine internazionale fondato sul libero commerci”. È tempo di svegliarsi, e di sostituire l'agenda dell'autolesionismo europeo con quella del pragmatismo.
L'esponente del partito della premier critica Mattarella. Le opposizioni: Meloni è d'accordo? In serata la correzione di rotta: il capo dello Stato riferimento di tutti
Inaugurata la cattedra di Studi italiani all'università di Beida a Pechno, presenti John Elkann, Prodi e Casini. Dal capo dello Stato, come già Meloni, anche l'auspicio di un riequilibrio commerciale
Fatti alla mano, negli ultimi giorni al Quirinale è cresciuta la volontà di essere presenti nel dibattito. In particolar modo se si tratta di riaffermare principi base della convivenza democratica.
Duro monito alla giustizia: riforme da completare subito. L'appello alla politica: rafforzare processi decisionali e ruolo del Parlamento o prevarranno i poteri economici / IL DISCORSO INTEGRA