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Il cardinale Zuppi al Festival: "In Ucraina non bastano le armi, serve il dialogo"

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Il cardinale Zuppi al Festival: "In Ucraina non bastano le armi, serve il dialogo"
Ospite d’onore al Festival del pensare contemporaneo, nella serata di venerdì 22 settembre, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e rappresentante di Papa per la vicenda ucraina, intervistato da Enrico Mentana.
Il giornalista chiede al cardinale se abbiamo sbagliato a pensare che nessuna guerra sarebbe scoppiata più in Europa e che la democrazia fosse la ricetta vincente per tutti, o forse, come dice Liliana Segre, un arco di 80 anni si è esaurito e anche la memoria si va esaurendo. “E’ incredibile come la polarizzazione riduca la capacità di entrare nella complessità dei problemi” spiega Zuppi.
Con una cordialità e franchezza che tradisce l’accento bolognese maturato in otto anni nel capoluogo emiliano, Zuppi rievoca come per i nostri genitori “la guerra fosse un capitolo da lasciarci alle spalle, una tragedia che ha segnato le famiglie, portato lutti, ha distrutto tutto, ma ci siamo sbagliati”. E quell’ordine più alto, a partire dalle Nazioni Unite che doveva evitare altre guerre, ha finito per farci pensare “che non dovessimo far nulla, che la manutenzione non fosse necessaria e non la si è fatta nei tanti punti traballanti del mondo, capiamo troppo poco che siamo sulla stessa barca. I nostri padri avevano una spinta all’unità, noi tendenzialmente una spinta alla divisione, al localismo”.