In Italia, in un clima da campagna elettorale permanente, sembra un’anomalia scegliere una persona competente a rappresentare la Nazione, la nostra Italia, in un ruolo prestigioso e importante come la direzione della Food and agricoltural organization.
Io considero invece questa scelta, una scelta naturale. Maurizio è stato ministro dell’Agricoltura per 4 anni e ha esperienza e conoscenza di un settore strategico ed essenziale per assicurare la sicurezza alimentare.
È stato Vicedirettore aggiunto per tre anni in Fao e per altri tre Vicedirettore vicario, ruolo al quale è stato sostenuto e candidato proprio dal nostro Governo. Abbiamo collaborato durante questi tre anni su temi concreti senza pregiudizi di alcun tipo. In altre parole, Maurizio Martina è il candidato giusto a ricoprire quel ruolo.
Ci saranno probabilmente altri candidati europei con i quali ci dovremo confrontare, e lavoreremo per trovare l’unità sulla sua candidatura perché l’Europa a sua volta dovrà fare i conti con i candidati di altri continenti.
Non c’è un direttore della Fao europeo da 50 anni e mai un italiano ha ottenuto questo ruolo in 80 anni di storia dell’organizzazione. L’Italia merita questo ruolo di primo piano per quello che può dare al mondo e per le capacità del candidato.
Molti nostri elettori si sono stupiti e forse arrabbiati perché abbiamo scelto uno dell’altra parte. Mi permetto di dire loro: siate orgogliosi se piuttosto che la nostra parte, o il partito, mettiamo al primo posto l’Italia.
Molti a sinistra sono restati perplessi immaginando forse che dietro questa scelta si celi chissà quale accordo di palazzo. Mi permetto di dire loro: riflettete su questo modo di guardare le cose e se un giorno doveste tornare a governare provate anche voi a scegliere sempre quello che conviene alla Patria.
Moltissimi però hanno capito e apprezzato questa scelta e lavoreranno con noi per raggiungere il risultato. In un tempo di risse televisive, di aspri e inutili scontri, spero che questa scelta possa contribuire a farci sentire prima di tutto orgogliosi di essere italiani.