Ci sono due dati in casa Ferrari che possono far sorridere in un nuovo weekend targato Red Bull. Il primo è il settimo posto di Oliver Bearman, il secondo è il giro veloce preso da Leclerc all’ultima tornata. Il ragazzino quasi 19enne ha fatto una gara splendida, in barba all’inesperienza e al fatto di sapere che negli ultimi giri gli stavano dando la caccia Lando Norris e Lewis Hamilton (che potrebbe essere suo padre). La Ferrari scopre, evidentemente suo malgrado visto il problema di salute occorso a Sainz, che un prodotto della sua Academy è già pronto per stare in pista con i “grandi”.
Sul giro veloce di Leclerc non è utile romanzare troppo perché stiamo parlando di un dettaglio. Però è la certificazione che la Ferrari targata Vasseur non trita le gomme e può esprimere un passo gara sicuramente migliore rispetto a tutte le altre scuderie. E non è pochissimo. Tutte le altre tranne Red Bull, evidentemente. Verstappen ha vinto 19 delle ultime 20 gare. Stiamo parlando di accanimento, di una tirannide che non accenna a subire alcun possibile tentativo di rivoluzione. Dietro di lui ancora Sergio Perez e dunque dopo il Bahrain è un’altra doppietta.
Bisogna essere chiari: la Formula 1 ha un problema. E si chiama Red Bull. Il dominio austro-thailandese spaventa nella misura in cui il fattore spettacolo delle gare rischia di essere eliminato. A Jeddah a parte un muro di Stroll non è successo quasi niente. Non è possibile eccitarsi con le scorribande di Magnussen o i duelli tra Albon e Tsunoda. La Mercedes è di nuovo piantata, è una macchina che non ha prestazione, non ha nulla che lasci immaginare di rivederla a podio. La McLaren non ha velocità di punta, vedere Piastri per venti giri non riuscire a passare Hamilton nonostante il DRS spalancato deve essere stato frustrante per il pilota e imbarazzante per la scuderia.
Il resto è un sotto-clou, Alonso ha fatto una buona gara ma non si è mai visto in un corpo a corpo. La Red Bull può solo esplodere da sola in una lotta tra bande. Horner-Marko-Jos Verstappen hanno riempito pagine di rotocalchi con vicende lontane dalla pista. Se c’è una possibilità di battere le Red Bull è unicamente affidata ai guai “umani” che possono scaturire da lotte di potere e guerriglie senza esclusione di colpi bassi. Ma se stiamo a quel che dice la pista il sole su Max sembra non poter tramontare mai.