Michelin, primo produttore mondiale di pneumatici chiude due impianti in Francia a Cholet e Vannes e 1.254 lavoratori perderanno il loro attuale impiego. Non sarà un taglio immediato, ma solo nei primi mesi del 2026, e il gruppo francese, in linea con la propria politica sociale, farà ricorso a prepensionamenti o a ricollocazione del personale.
I due impianti non sono riusciti a sostenere la “trasformazione strutturale” sul mercato degli pneumatici conseguenza della competizione asiatica (Cina innanzitutto) e del cambiamento dirompente che la mobilità sta attraversando. L’azienda spiega che il mercato si sta dividendo in due grandi fasce: da una parte la mobilità per ragioni di lavoro per la quale c’è bisogno di veicoli commerciali, dal furgoncino al van al grande tir; dall’altra la mobilità nelle aree metropolitane.
Nel primo mercato il motore endotermico resta dominante e le vetture hanno bisogno di pneumatici adeguati. L’altro è sempre più egemonizzato dalla motorizzazione elettrica totale o parziale. La crisi anche nella Michelin s’annida proprio in questo secondo segmento produttivo e negli pneumatici premium che vedono competere molti colossi: oltre a Michelin, Bridgestone, Goodyear, Dunlop,
Pirelli, i nuovi produttori cinesi, Continental (il gruppo tedesco ha già annunciato anch’esso tagli di personale).