Sull’Alfa Romeo Milano che cambia nome e diventa Junior ha scritto meglio di come potrei il direttore, e la stessa ditta ha avuto parole di grande buon senso. Mi preme di più parlare della ragione del cambio onomastico, questa legge contro l’Italian sounding ventilata dal ministro Adolfo Urso; legge che mira a evitare di far passare per italiano ciò che in realtà italiano non è. Il partito del ministro è Fratelli d’Italia, quindi porta il nome dell’inno di cui gli italiani non conoscono le parole oltre la prima strofa (che tutt’al più ripetono fingendo sia la seconda). E affonda le radici nel passato risorgimentale, di cui gli italiani hanno dimenticato tutto con grande autorità e competenza. E si richiama alla grande tradizione di Dio-patria-famiglia, mentre gli italiani non vanno in chiesa, mangiano cibo etnico navigando su social multinazionali e, quanto alla famiglia, lasciamo perdere. E usa nei manifesti parole chiave come “orgoglio”, “riscatto” e “futuro”, quando gli italiani sono depressi, hanno paura e guardano le repliche degli sceneggiati su Rai 1. Insomma, il ministro Urso ha sicuramente buone intenzioni, ma così Fratelli d’Italia rischia di passare per un partito Italian sounding.
La struttura, della Fondazione Sacra Famiglia, accoglie sedici sacerdoti in età avanzata e malati, non più in grado di svolgere le loro attività pastorali. Le parole dell'arcivescovo di Milano
In scena l’opera di Verdi che nella versione milanese del 1884 ha ancora il potere di parlare al nostro presente. Una lettura, quella di Chailly, intima e tormentata
Oggi la giornata tanto attesa. La testimonianza di chi ricorda il primo “Don Carlo” visto nel 1977 e chi ha passato la notte in fila per acquistare gli ultimi biglietti rimasti