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Che gran Capitolare se si fa squadra!

«Era un sogno, ora abbiamo fatto il primo gradino», così mons. Bruno Fasani ha esordito durante la conferenza stampa di presentazione della nuova Fondazione per la Biblioteca Capitolare di Verona...

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«Era un sogno, ora abbiamo fatto il primo gradino», così mons. Bruno Fasani ha esordito durante la conferenza stampa di presentazione della nuova Fondazione per la Biblioteca Capitolare di Verona, nella storica sala al primo piano dello scriptorium più antico del mondo. In realtà si tratta non solo di un gradino, ma di un intero pianerottolo, che lancia un messaggio ben preciso alla città: quando collaborano realtà imprenditoriali illuminate, eccellenze accademiche e lungimiranza nella progettazione, si è in grado di riportare Verona ai massimi livelli anche in campo culturale. Tutto questo grazie a un’eredità di valore incommensurabile come la Biblioteca Capitolare che 16 secoli di storia ci hanno consegnato. Cosa abbiamo fatto noi veronesi per meritare un tale tesoro? Fino ad ora si è agito come si poteva lavorando in proprio, tanto che la maggioranza dei veronesi non saprebbe dire dove si trovi questa biblioteca che tutto il mondo ci invidia; ma da adesso si aprono nuove possibilità per «sviluppare tre aree di attività fortemente connesse fra loro: la consultazione, la ricerca e l’attività museale che abbraccerà le visite, le mostre dedicate, le mostre condivise anche fuori sede, il laboratorio didattico, eventi e conferenze, tutte attività che avranno lo scopo di fare conoscere le ricchezze e di contribuire al sostentamento dell’operazione complessiva». Un sogno dunque, che diventa realtà grazie a risorse umane, culturali e imprenditoriali di alto valore. Le parole d’ordine sono partecipazione e intercomunicazione, per rendere un bene dell’umanità disponibile a tutti e generatore di nuovo valore e di più ampie collaborazioni esterne. Per un futuro di Verona che non sia legato solo al turismo targato Giulietta&Romeo. Ultimamente non mancano altri esempi di feconde collaborazioni sul nostro territorio tra la Chiesa, il mondo imprenditoriale e gli enti pubblici. È positivo che la Diocesi favorisca questi connubi senza perdere di vista il suo compito specifico che non è fare impresa, né sostituirsi allo Stato. Se in questo luogo si sono abbeverati personaggi come Dante e Petrarca, capisaldi della cultura mondiale, la nuova fondazione si propone di camminare sulla stessa scia per costruire una visione del mondo cristiana, consapevole delle proprie radici e della propria pertinenza sulle questioni vitali, e fiduciosa circa le proprie potenzialità nel dialogo con la cultura contemporanea.

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