di REDAZIONE
Il testo di legge è sul “rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”, scaturito da una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato il vuoto legislativo in materia, invitando il Parlamento a provvedere. Ma qualche manina, in Parlamento, sta caricando il testo di legge di norme che in realtà fanno presagire un diritto al suicidio di Stato, non solo per i malati terminali, ma pure per ogni situazione in cui appunto non s’intenda più continuare a vivere. La morte dovrebbe essere “offerta” dalle strutture del Servizio sanitario nazionale, dai medici e dagli infermieri come fosse un atto di cura. Insomma un trionfo delle idee più... radicali (in ogni senso, anche politico) che non fa sfumature, non prevede attenzioni per i tantissimi casi di fragilità personale: si pensi alla depressione, all’invalidità fisica, al sentirsi “di peso” nei confronti dei familiari soprattutto da parte delle persone più anziane. Alle possibili “forzature” indotte da terzi che abbiano interessi a una simile, drastica soluzione... E ne va di mezzo pure la sedazione profonda, misura terapeutica per i dolori insopportabili, scambiata per strumento di fine vita.
Approfondimento del tema su Verona fedele del 3 luglio 2022 che trovate in edicola e in parrocchia.