L’emergenza d’America è lo shutdown

Paola Peduzzi
|7 anni fa
L’emergenza d’America è lo shutdown
Non ha chiesto lo stato d’emergenza, Donald Trump, ma ha detto che sul confine sud degli Stati Uniti è in corso una “crisi umanitaria” e che il muro – o la barriera o chiamatela come vi piace, come ha detto il presidente tempo fadeve essere costruito: servono i 5,7 miliardi di dollari richiesti al Congresso.
Inesattezze, colpe sugli altri (i democratici: Nancy Pelosi, speaker della Camera, ha detto: “Il presidente deve smettere di trasformare ogni crisi in emergenza, metta fine allo shutdown piuttosto”), vittimismo: lo schema è sempre uguale, anche nel primo discorso dallo Studio Ovale della presidenza Trump.
Qui c'è il fact checking del Washington Post.
In particolare:
Questo è un punto cruciale della retorica trumpiana: il muro ci rende sicuri, ferma il contrabbando di uomini, terroristi e droga. Ma senza controllo – forze dell’ordine, telecamere, intelligenze – il muro non funziona: i costi dei controlli sono alti e se ci sono le persone a controllare il muro stesso diventa meno rilevante.
In sostanza: Trump vuole che il paese si senta sotto attacco, ma le premesse da cui parte sono errate, come spiega Vox. È questo un grande classico del presidente americano e dei leader europei che si ispirano a lui, ma in America sta avendo un effetto amplificato perché nel frattempo i dipendenti pubblici di dieci ministeri non stanno percependo lo stipendio a causa dello shutdown.
Qui le risposte dei democratici raccontate dal New York Times, compresa l’espressione “il muro è da Medioevo” e la risposta di Alexandria Ocasio-Cortez, la star democratica che tutto commenta e tutti ispira, che ha una tesi interessante: sono più americani gli stranieri che vogliono entrare che il presidente Trump.

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