"Le scosse possono durare un mese, un anno, possono evolversi, possono estinguersi.
La scossa di 4.4 di magnitudo della scala Richter è la più forte che si sia registrata nel corso degli ultimi quarant'anni. La comunità scientifica non è nelle condizioni di intercettare l'evoluzione del fenomeno, quindi dobbiamo essere pronti a ogni evenienza". Lo ha detto il ministro per la Protezione civile
Nello Musumeci al termine
di un incontro a Palazzo Chigi per fare il punto sulla situazione sismica ai Campi Flegrei, dopo le scosse delle scorse 48 ore. Al vertice erano presenti anche la presidente del Consiglio
Giorgia Meloni, il ministro dell'Economia
Giancarlo Giorgetti, quello dell'Istruzione
Giuseppe Valditara e i rappresentanti del ministero dei Trasporti, dell'Economia e della Difesa. Inoltre, hanno partecipato all'incontro anche il capo del dipartimento della Protezione civile,
Fabrizio Curcio e il prefetto di Napoli,
Michele Di Bari.
"Nei prossimi giorni lavoreremo per definire il piano di evacuazione – continua Musumeci –. Nell'area dei Campi Flegrei sono stati realizzati migliaia di edifici, nel quale vivono 80 mila persone. L'antropizzazione del territorio, che andava impedita nel passato, oggi crea problemi anche dal punto di vista dell'evacuazione. È una condizione di fronte alla quale stiamo lavorando con prefettura, comuni e regione per definire un piano di evacuazione che rimane nel cassetto, ma se necessario deve essere subito realizzato e attuato".
A livello economico il ministro ha però precisato: "Le stime saranno fatte nei prossimi giorni ma servono oltre 500 milioni di euro per la messa in sicurezza dell'area. Per questa ragione saranno stanziati fondi per la messa in sicurezza degli edifici e delle scuole". Musumeci è poi intervenuto sull'abusivismo: "Chi ha scelto di vivere nell'area dei Campi Flegrei sapeva di vivere in un'area difficile che presenta rischi. Ce ne ricordiamo solo quando la terra trema e questo è un grande limite, serve una convivenza vigile col pericolo. Se decidi di stare in quel luogo ci devi aiutare a promuovere una convivenza responsabile con una maggiore consapevolezza".
Per questo motivo il governo sta valutando di intraprendere "la strada che mira a sostenere (economicamente, ndr) il cittadino che vuole delocalizzare". "Il governo deve sostenere questa scelta, accompagnarla o girarsi dall'altra parte? È un'ipotesi che non mi sembra da sottovalutare, ci stiamo ragionando: stasera abbiamo posto il tema al centro dell'agenda", ha sottolineato Musumeci. Il ministro poi ha anche puntualizzato che è escluso l'utilizzo del "Sismabonus", come invece proposto fuori da Palazzo Chigi da alcuni parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra che, nelle ore del vertice dell'esecutivo, ha organizzato una mini protesta.
"Abbiamo deciso di intervenire per mettere in sicurezza le infrastrutture pubbliche ricadenti nell'area a rischio bradisismo. Cominciamo dalle scuole di ogni ordine e grado, abbiamo concordato con gli enti locali una serie di interventi per risolvere le criticità di maggiore rilevanza. Lo stesso ragionamento si farà per le infrastrutture legate a mobilità, servizi essenziali e istituti carcerari", ha aggiunto il ministro. "L'appello è quello a non farsi prendere dal panico, dobbiamo lavorare con responsabilità. Lo Stato farà tutto ciò che è necessario per mitigare ogni possibile rischio", ha concluso.