"Nessuno vuole l’esclusiva sulla Protezione civile.
Musumeci stia sereno, nessuno gli porterà via la scrivania". Il governatore del Veneto, Luca Zaia, tira dritto. Risponde al ministro meloniano, che ieri aveva espresso forti dubbi e perplessità sull'Autonomia (che si sommano a quelli sollevati in più occasioni da Forza Italia), in particolare sulle materie legate alla Protezione civile, di cui è titolare.
Parlando a Repubblica, Zaia spiega che "l
a Protezione civile è già una competenza concorrente. Semplicemente io penso si possa ancora migliorare qualcosa". Come? "Ad esempio attribuendo alle Regioni il potere di firmare ordinanze in deroga, in caso di calamità naturali". Il presidente veneto, che ha già avviato le procedure per ottenere le materie per quali non devono essere definiti i Lep (livelli essenziali di prestazione) reputa infatti troppo lento il meccanismo attuale. Una posizione simile a quella espressa qualche giorno fa dal sindaco di Faenza,
in un'intervista al Foglio, dopo l'alluvione che aveva colpito l'Emilia Romagna. "È evidente che il nostro sistema non è pronto a gestirle. Bisogna che cambi qualcosa", aveva detto il primo cittadino.
C'è poi anche una questione economica. Secondo Musumeci, essendo il governo a gestire rimborsi e ristori, è giusto che la gestione resti interamente a Roma, "Ma i soldi allo Stato chi li dà?", si chiede allora Zaia. "Dobbiamo uscire da questo sistema per cui qualcuno è proprietario del bottino. Lo Stato ha le risorse perché i cittadini pagano le tasse. Nel momento in cui si verifica un terremoto è giusto che siano le Regioni a gestire i risarcimenti".
Il presidente del Veneto si dice dunque "sorpreso dalle dichiarazioni dell’autonomista Musumeci, visto che viene da una regione che ha un’autonomia addirittura pre-costituzionale" (Il ministro per la Protezione civile è stato infatti presidente della Sicilia). Di qui l'invito di Zaia: "Spero che il ministro abbia la pazienza di vedere bene le carte, per fare un percorso insieme. Se poi la sua è una posizione politica, lo dica ufficialmente. E se la posizione politica del ministro è quella del governo, a questo punto si apre tutto un altro scenario".