Dopo le elezioni di domenica 23 e lunedì 24 novembre
Maria Rosaria Boccia, Virginia Libero, Fateyer Souzan e Nichi Vendola hanno qualcosa in comune: nessuno di loro è riuscito a farsi eleggere in Consiglio regionale. Se da una parte
il risultato delle regionali è stato abbastanza scontato - il centrodestra ha vinto in Veneto con
Alberto Stefani, il centrosinistra ha mantenuto Campania e Puglia, rispettivamente con
Roberto Fico e
Antonio Decaro - la stessa cosa non si può dire di questi candidati che sono stati esclusi. Perché o erano stati sponsorizzati molto dai loro partiti, come l'ex governatore pugliese
Nichi Vendola e la segretaria nazionale dei Giovani democratici
Virginia Libero, vicina alla leader Elly Schlein, oppure avevano fatto parlare tanto di sé negli ultimi tempi come la traduttrice cisgiordana di nascita e napoletana di adozione
Fateyer Souzan che era candidata con Alleanza Verdi-Sinistra in Campania e
Maria Rosaria Boccia, la protagonista del famoso affaire Sangiuliano di un anno fa che ha portato alle dimissioni dell'ex ministro della Cultura. Tra gli esclusi ci sono anche tutti i candidati di Noi moderati: il partito non ha ottenuto nessun saggio in nessuna delle tre regioni al voto.
E se Boccia - candidata nella lista del sindaco di Terni
Stefano Bandecchi - non ce l'ha fatta, Sangiuliano invece è riuscito a ottenere un posto nel Consiglio regionale campano.
Fratelli d'Italia infatti ha ottenuto nella regione che fino a lunedì amministrava Vincenzo De Luca
tre seggi, e il secondo spetta proprio all'ex ministro della Cultura, forte delle sue 9.902 preferenze. A farne le spese però è stato
Marco Nonno, che era già stato consigliere comunale di Napoli. Sempre nel capoluogo partenopeo, c'è stata un'altra esclusione eccellente: Avs aveva candidato infatti
Souzan Fatayer,
collaboratrice all'Università orientale di Napoli per quanto riguarda la traduzione tra italiano e arabo. La traduttrice ha preso nella circoscrizione di Napoli 5.094 voti, risultando la seconda dei non eletti. Era già stata candidata alle Europee del 2024, ma anche in quel caso non c'è stato nulla da fare. Non è entrata in Consiglio neanche
Daniela Di Maggio, la mamma di Giogiò Cutolo, giovane musicista ucciso nel 2023 per futili motivi, protagonista di una serie di battaglie per la legalità dopo la morte del figlio. Era candidata nella circoscrizione di Napoli per la Lega. Ha ottenuto solo 964 voti. Pessimo risultato anche per
Pasquale Di Fenza con 1.208 voti, consigliere regionale uscente e candidato con Forza Italia, alla ribalta per il video nella sede del Consiglio regionale della Campania con il sottofondo dell'Inno di Mameli e la bandiera italiana sventolata con la tiktoker
Rita De Crescenzo. Proprio lei lo aveva accompagnato in questa campagna elettorale in giro per Napoli ma anche girando dei video sui social insieme con lui.
E con Avs in Puglia era candidato anche Nichi Vendola, l'ex presidente che ha governato la regione per due mandati dal 2005 al 2015, ma neanche lui è riuscito a ottenere un seggio in Consiglio. Aveva molti occhi puntati addosso anche perché è stato un protagonista, o meglio co-protagonista, della campagna elettorale dell'ex sindaco di Bari. Prima di accettare la candidatura, Decaro aveva infatti posto un veto non solo sul governatore uscente Michele Emiliano, ma anche nei confronti della candidatura di Vendola. Se però con Emiliano l'europarlamentare era riuscito a spuntarla grazie alla mediazione di Elly Schlein, con Vendola la storia è andata diversamente e ha dovuto "ingoiaire" il suo inserimento nelle liste di Avs.
Un'altra esclusione eccellente è stata quella di
Virginia Libero,
eletta a settembre come segretaria nazionale dei Giovani democratici, l'associazione giovanile che raccoglie gli under 30 del Partito democratico.
Libero era stata candidata a Padova, ma con 4.799 preferenze non è riuscita a farsi eleggere, piazzandosi al quarto posto della lista Pd.Tra gli aspiranti consiglieri veneti che sono sicuri di un seggio c'è però
Riccardo Szumski, il candidato 'free vax' di Resistere Veneto che era in corsa a Treviso. Tra i nomi eccellenti rimasti fuori dal Consiglio, almeno per ora, c'è
Vanessa Camani, che nella scorsa consiliatura era stata capogruppo Pd. Per ora non entra nemmeno il presidente del Consiglio regionale, il leghista
Roberto Ciambetti.