Prendiamo il caso del ministro Nordio che domenica ha citato testualmente le parole pronunciate nel 2019 dal dottor Di Matteo – peraltro nella sede stessa dell’Anm, circostanza che aggiunge un tocco di squisita ironia – a proposito di certe logiche correntizie che ricordavano il “metodo mafioso”. Allora non se n’era accorta, ma ora l’Anm ha ravvisato in questa citazione un oltraggio a Falcone. Qualche settimana prima, il procuratore di Napoli Gratteri, leader del No al referendum, aveva invece attribuito a Falcone un’intervista che Falcone non aveva mai rilasciato, con opinioni che Falcone non aveva mai espresso, in difesa di tesi che Falcone probabilmente avrebbe guardato con perplessità. Gratteri si era giustificato dicendo che comunque “rifletteva il pensiero di Falcone” – principio in base al quale Garibaldi avrebbe certamente un’opinione sulla flat tax e Mazzini sui centri di detenzione in Albania.
Ebbene, qui l’Anm ha invece fiutato subito un contributo prezioso. La regola, a ben vedere, è cristallina. Tutto dipende da dove ci si colloca rispetto al referendum. Bisogna solo avere l’accortezza di schierarsi dalla parte giusta prima di citare qualcuno. Se sei per il No, puoi citare anche Hammurabi: qualsiasi cosa tu gli faccia dire servirà – sono parole dell’Anm – “a dare ai cittadini maggiori elementi di riflessione”.