Un ideale, una missione: “Crescere uomini capaci di giocare” è stato il titolo del convegno che lunedì 20 maggio ha visto una fetta consistente dello staff dell’Italia Under 21 di calcio – quella che l’anno scorso ha conquistato l’argento ai Mondiali Under 20 in Argentina – salire in cattedra all’Università Cattolica di Piacenza.
Il tecnico Carmine Nunziata è stato accompagnato dal preparatore dei portieri Fabrizio Ferron e dal dirigente Gianfranco Serioli, ex bomber di Piace e Fiorenzuola.
L’incontro, moderato dal delegato provinciale Figc Angelo Gardella, ha avuto come leitmotiv lo sport inteso “come condivisione, lealtà e rispetto”. Presenti all’incontro anche tanti genitori, oltre alle squadre giovanili di Spes Borgotrebbia e Rottofreno.
“Per i giovani – ha spiegato Nunziata – lo sport rappresenta la base per iniziare un percorso di vita. Lo sport insegna i valori di condivisone, lealtà e rispetto. Tutti elementi che i ragazzi si porteranno con loro per il resto della vita. Il compito principale di un allenatore, prima ancora di insegnare il gioco del calcio, dev’essere quello di educare i ragazzi, trasmettendo loro i valori corretti. I genitori, invece, devono lasciare tranquilli i propri figli, consentendo loro di praticare lo sport che più desiderano”.
Il ct degli azzurrini ha poi speso qualche parola su Nicolo Fagioli: il centrocampista piacentino in forza alla Juventus è tornato in campo proprio lunedì sera nel pareggio per 3-3 col Bologna, dopo aver scontato sette mesi di squalifica per scommesse.
“Fagioli – ha affermato Nunziata – è un patrimonio del calcio italiano. Il suo è stato un errore, a tutti noi succede di sbagliare nella vita. Credo abbia imparato qualcosa di importante”.