Dalle nostre alte valli partirono in tanti a piedi, con i figli tenuti in una mano e nell’altra un badile per lavorare appena arrivati nelle più umide periferie di Parigi. C’è allora non a caso un muro, c’è una pietra, c’è una cazzuola, c’è il cemento, ci sono lacrime che legano più della calce, ieri pomeriggio a Nogent-Sur-Marne, gemellata dagli anni Ottanta con Bettola, Farini, Ferriere: nasce così, qui, il monumento agli emigrati italiani progettato dal genio novantenne di Louis Molinari, originario di Poverella di Groppallo e insignito della Legione d’onore a Parigi nel 2013, applaudito da deputati, sindaci e rappresentanti delle istituzioni francesi, ma soprattutto da chi ha le sue radici in Italia e lo sguardo in Francia.
Il sindaco Jacques JP Martin ha reso omaggio al lavoro degli italiani nel Dopoguerra ed è da pelle d’oca pensare che su quel palco abbia proprio citato i paesi dell’Appennino piacentino.
“Ho visto negli occhi l’emozione di chi attendeva da tempo questo simbolico momento, un premio a chi era partito senza una destinazione precisa ma con la sola speranza di poter vivere dignitosamente”, spiega il presidente diPiacenza nel mondo Giovanni Piazza, che era al fianco di Molinari e del ferrierese curatore dell’iniziativa Jean Claude Boeri del circolo “Leonardo da Vinci” durante la posa della prima pietra.