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Preghiera

Giudizi estetici sui ragazzi di Gioventù Nazionale

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Giudizi estetici sui ragazzi di Gioventù Nazionale
LaPresse
Non mi occupo di politica e dunque i giovani di Gioventù Nazionale che ho visto a Fenix non li giudico politicamente bensì esteticamente. Fra i palchi e gli stand della festa ho notato pochissimi tatuati, e quei pochi con pochi ghirigori di piccole dimensioni. Nessuno aveva l’anello al naso. Nessuno sventolava bandiere palestinesi. Insomma ho visto dei giovani puliti, delle belle ragazze, delle camicie bianche, e questo certamente non è tutto ma non è nemmeno poco.
Non mi occupo di politica e dunque l’Eur, il quartiere di Roma dove la festa si svolgeva, non lo giudico politicamente bensì esteticamente: mi ha fatto sognare di abitarci. Lo conoscevo grazie ai bellissimi quadri di Mauro Reggio ma i suoi paesaggi urbani sono metafisici, ideali. L’Eur reale ovviamente è diverso e però mi è piaciuto lo stesso, mi è parso un quartiere molto vivibile, con parecchio verde, in certi angoli perfino tranquillo, in altri (il Laghetto) perfino ameno. Non sembra neanche di essere a Roma, e per me provinciale è un punto a favore. Molto romano è invece il ciavattone, la pasta goduriosa con cui ho fatto colazione al Caffè Palombini “dal 1963”, all’ombra del Palazzo della Civiltà Italiana. A proposito, non mi occupo di politica e dunque il Colosseo Quadrato non lo giudico politicamente bensì esteticamente: induce estasi.

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