Sulla targa Giovanni Piazza ha fatto scrivere “merci!”. In italiano suona “grazie”, ma il francese è d’obbligo se a leggerlo sono i rappresentanti dell’As.Pa.Pi., l’associazione che raggruppa gli emigrati piacentini e parmigiani in Francia e per la precisione a Parigi. Dopo due anni di stop, “Piacenza nel mondo” ha ripreso a viaggiare e la prima tappa è stata appunto oltralpe, dove tradizionalmente la realtà di Piazza incontrava i piacentini francesi a fine marzo.
L’ultima festa, a Nogent sur Marne, si era svolta nel 2019, poi la pandemia ha bloccato tutto: fino qualche giorno fa, quando Piazza ha preso un aereo diretto a Parigi per consegnare al presidente di As.Pa.Pi. Alain Draghi e agli altri piacentini una targa di ringraziamento “per la generosità e il supporto dimostrato verso la città di Piacenza durante il difficile periodo della pandemia”.
Non so cosa effettivamente avesse in testa il regista Thomas Jolly, quello per capirsi che ha ideato la serata inaugurale dei Giochi olimpici. Quando l’episcopato francese si è lamentato per la sarabanda di satrapi e drag queen in riva alla Senna, parodia, secondo i Vescovi, dell’ultima cena di Gesù, lui si è difeso dicendo che si è trattato di una rappresentazione del dio pagano Dioniso. Niente di più e niente di meno...
Nell'illustrazione scelta per i Giochi olimpici parigini è scomparsa la croce dal cupolone dell’Hôtel des Invalides e di Notre-Dame nessuna traccia. La difesa dell'artista