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Bagnaia vince in Giappone. Quest'anno la Moto Gp è un incontro di boxe

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Bagnaia vince in Giappone. Quest'anno la Moto Gp è un incontro di boxe
(foto EPA)
Più che un mondiale di moto, il campionato di quest’anno sembra un lungo incontro di boxe. Sul ring sono rimasti solo loro e continuano a prendersi a pugni in un duello senza un domani dove ancora non si intuisce chi possa essere il vincitore finale. Una volta festeggia uno e quella dopo tocca all’altro. In Giappone Pecco Bagnaia è salito sull’ottovolante, ma gli restano ancora 10 punti da recuperare (all’inizio del weekend era a - 31) a Martin con altre quattro gare (e altrettante Sprint) all’orizzonte. Pecco non aveva mai vinto otto gare in una stagione, come non aveva mai vinto a Motegi. In un weekend ha fatto il pieno, vittoria sprint, vittoria nel Gran premio del Giappone con un nuovo balzo verso il leader del campionato, bravissimo a limitare i danni risalendo dall’undicesima alla seconda posizione. “Adesso Jorge mi devi fare arrivare a zero e arriviamo pari a Valencia a giocarci il titolo”, scherza Bagnaia nel retro podio.
Pecco quest’anno ha vinto molto di più (8 a 3) e finalmente si è messo a vincere anche gare sprint che erano un po’ il suo punto debole, ha conquistato le ultime tre e nel computo globale è 6-5 sull’avversario. “Bisogna semplicemente continuare a lavorare così come in questo weekend in cui tutto è stato perfetto”, ha aggiunto un Pecco carichissimo dopo la quarta doppietta stagionale. “Pecco ha fatto una strategia perfetta partendo davanti, io scattavo molto lontano perché ho sbagliato in qualifica e quando sono arrivato vicino ormai avevo già chiesto un po’ troppo alle gomme e non ho potuto attaccare”, ha commentato Martin aggiungendo una cosa particolare: “Ci stiamo migliorando a vicenda”. È proprio così. Duellando tra di loro migliorano e il bello è che finora continuano a farlo con il sorriso sulle labbra, senza intaccare quell’amicizia nata a quando erano compagni di squadra all’inizio della carriera e spesso dormivano anche insieme. Non sono ancora arrivati a prendersi a carenate è vero, hanno spesso duellato a distanza sul filo del cronometro. Avversari, anche duri quando serve, ma sempre con il sorriso. Martin, ad esempio ha imparato ad accontentarsi, a ragionare accontentandosi dei piazzamenti e il fatto che pur avendo vinto molto meno di Pecco, sia ancora davanti in classifica, lo dimostra. Pecco da parte sua ha lavorato molto insieme al team sulle partenze e ha cominciato a non sbagliare più al via.
In Giappone, in casa Honda, la Ducati ha dato un’altra dimostrazione di forza impressionante: sette Ducati ai primi sette posti nella Sprint e sette Ducati tra le prime otto nella gara lunga. Quasi un campionato monomarca con la squadra ufficiale in lotta contro una squadra satellite e un pilota come Martin che l’anno prossimo cambierà colori andando all’Aprilia. Lasciarli lottare senza intromettersi è comunque un grande segno di sportività. È il bello e il brutto della Ducati che lascia sempre lottare i suoi piloti, ma così facendo rischia ogni tanto di compromettere la situazione o di aggiungere troppo pepe nella minestra come capiterà l’anno prossimo quando accento a Bagnaia ci sarà Marc Marquez, il più scomodo dei compagni di squadra. Ma prima restano quattro gare a cominciare dall’Australia tra 15 giorni, un'altra pista dove Pecco non ha mai vinto… Un altro zero da cancellare.