Le pensioni secondo Giancarlo Giorgetti

Redazione Online
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|1 mese fa
Giancarlo Giorgetti (foto LaPresse)
Giancarlo Giorgetti (foto LaPresse)
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La discussione sulla legge di Bilancio, approvata ieri alla Camera, è stata dominata, come spesso accade in Italia, dalle pensioni. Sul tema è intervenuto ieri anche Giancarlo Giorgetti, che è riuscito a dire contemporaneamente una cosa giusta e una sbagliata riguardo alla misura più dibattuta: “Sulle pensioni dicono che abbiamo aumentato l’età pensionabile, ma l’intervento del governo in realtà l’ha ridotta di due mesi nel 2027 mentre in automatico sarebbe aumentata di tre mesi”, ha detto il ministro dell’Economia.
In effetti, la critica dell’opposizione è fattualmente errata: la legge vigente prevede un adeguamento automatico all’aumento dell’aspettativa di vita, a tutela della sostenibilità del sistema pensionistico. D’altronde, la riduzione dell’aumento a un solo mese anziché tre costa nel biennio 1,5 miliardi di euro. Se, al contrario, si fosse trattato come sostiene l’opposizione di una modifica per aumentare l’età pensionabile il governo non avrebbe avuto bisogno di trovare una copertura ma, anzi, ne avrebbe ricavato una maggiore entrata. Ma subito dopo Giorgetti ha detto, confermando la linea di Matteo Salvini e della Lega, che “se nel 2026 le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici cercheremo di ridurre quel mese in più che partirebbe nel 2027”.
In pratica il ministro, non contento di aver bruciato 1,5 miliardi, punta a far pagare un altro mezzo miliardo in più di tasse a chi in futuro andrà in pensione più tardi per far andare poche persone in pensione un mese prima. È un grave errore politico, soprattutto considerando la decisione di eliminare misure come Opzione Donna che costavano molto meno e comportavano un ricalcolo contributivo. Ma è anche una contraddizione enorme rispetto a ciò che Giorgetti predica sulla relazione tra previdenza e demografia: “Nessun sistema pensionistico è sostenibile in un quadro demografico come questo”, ha detto un anno fa. Si vede che per il ministro della Lega la “prudenza” e la “responsabilità” contano, ma meno di ciò che dice il capo del partito.

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