“C’era una volta il Borgo, il salottino della città”. Comincia così il “tema” scritto dal farmacista di piazza Borgo Paolo Cordani e si conclude in maniera desolante: “Credo che, al netto di annunci e proclami elettorali (di tutti i sindaci a mia memoria), sia il caso di ripensare quantomeno alla circolazione e alla sicurezza di quello che era un quartiere storico e prestigioso di questa città. Non penso che questa sia solo una mia percezione”.
Il “prima” e il “dopo” sono ben delineati dall’intervento che Cordani pubblica sui suoi social e che sottolinea anche a voce: “Il quartiere di piazza Borgo e le vie limitrofe, a cento metri da piazza Cavalli, vivono ormai immersi in una nuova degradante e triste realtà e non è una novità – spiega –; all’amministrazione lo abbiamo già fatto presente: certo si è detta disponibile, noi capiamo tutte le difficoltà ma vorremmo anche che venisse trovata una soluzione”.
Nell’occhio del ciclone finisce il grande cantiere che da diversi mesi ha chiuso via Sant’Eufemia: “Non è possibile avere una via chiusa da un cantiere privato da maggio dell’anno scorso – sottolinea Cordani –. Percorrendo via Borghetto si è semplicemente avvisati di non entrare in via sant’Eufemia, ma non sono segnalate strade alternative. E fra l’altro chi risponde di questo danno al commercio e alla cittadinanza? E in che modo? Mancano delle contromisure adeguate”.
Anche in piazza Borgo la situazione non è rosea: “Un’edicola ormai pericolante e chiusa da due anni è diventata, come anche la fiancata della chiesa di Santa Brigida, la parete giusta per diversi graffiti di nessun valore artistico – fa presente il farmacista – i muri, anche quelli della chiesa, sono ormai latrine a cielo aperto per cani, uomini e chiunque ne abbia bisogno”.