Pitbull, il cane bullo dei bulli. L’eccellente pittore Enrico Robusti ha dipinto un quadro intitolato “Pit bullo” in cui il feroce animale esibisce le zanne mentre è tenuto faticosamente al guinzaglio da uno stolto gradasso. È un bell’esempio di espressionismo faceto, peccato che la cronaca sia molto meno divertente: i pitbull uccidono i bambini.
Dunque ora si parla di
patentini per i proprietari. Ma perché? L’infanticidio è vietato, giusto? E allora siano vietati anche i pitbull, i bull terrier, i fila, i dogo, tutti i cani capaci di uccidere bambini. Non c’è motivo di rischiare.
Le automobili sono pericolose ma sono indispensabili. I coltelli sono pericolosi ma sono indispensabili. I pitbull sono pericolosi e non servono a niente, se non a qualche bullo per bulleggiare. Siano vietati e che non se ne parli più. Anche chi non ha figli ha vicini di casa e postini a cui va riconosciuto il diritto di non venire terrorizzati e a volte azzannati. Nessuno osi parlare di amore per gli animali perché qui non c’è nessun amore, c’è soltanto il narcisismo testosteronico dei padroni. Il pitbull in natura non esiste, è un prodotto artificiale, selezionato per i combattimenti, una minacciosa macchina da guerra. I bambini sono sacri, chi li morde muoia.