Si è chiusa in bellezza con la scrittrice Francesca Manfredi la rassegna, tutta al femminile, Klimt’s Ladies arrivata alla sua quarta edizione a cura di Fedro Cooperativa e grazie alla rinnovata collaborazione con il Comune e al contributo della Fondazione Piacenza e Vigevano.
Francesca Manfredi, scrittrice di Reggio Emilia, è stata ospite presso il giardino della Galleria Ricci Oddi in venerdì 19 luglio di fronte ad un pubblico attento e curioso.
Il libro presentato è “Il periodo del silenzio“, un romanzo dirompente che riavvolge il nastro della nostra vita, dal rumore assordante al silenzio, in un mondo che non smette di parlare.
La protagonista è Cristina Martino ventottenne laureata in archeologia e lavora, precaria, nella biblioteca di dipartimento dell’Università di Torino. Ha una vita piuttosto monotona, una famiglia ordinaria, nessun trauma in particolare. Ha avuto qualche relazione di breve durata – una che le è rimasta dentro con una forma di dolenza irrisolta – un flirt con Daniele, conosciuto da poco, e un’amica, Silvia, che sembra il suo opposto; ogni cosa in lei sembra tendere infatti all’evasione dalla norma, al rumore, all’eccesso di vita. Una sera, presa da un impulso momentaneo, Cristina decide di eliminare i suoi profili social. Un gesto senza motivazione apparente, non insolito, di certo non rivoluzionario: eppure, questa sarà la prima tappa del suo percorso verso il silenzio, perché, gradualmente, Cristina decide di smettere di comunicare.
Su questo atto così aggressivo e provocatorio l’autrice si interroga sul senso più
profondo di libertà e di comunicazione, ma anche sulla spiritualità e sulle scelte
che ognuno di noi compie ogni giorno quando decide di comunicare. Ed infine
sul senso dell’ascolto. Un incontro intenso e profondo, che ha rapito i presenti
affollatisi al termine della presentazione per scambiare ancora riflessioni e parole
intorno a temi umani che portano a creare ponti e connessioni fra lettori e autori.
“Non potevamo che chiudere in bellezza con Francesca Manfredi e la sua riflessione profonda e tutta femminile sull’accoglienza e sull’ascolto di sé e degli altri, sulla libertà delle proprie scelte e sulle conseguenze. Il suo romanzo ci ha lasciato piacevolmente scossi con tante domande e tante riflessioni e la ringraziamo perché la buona letteratura questo fa: ci offre stimoli sempre maggiori per interrogarci sul presente e sul nostro modo di vivere e fare comunità. Attraverso questi appuntamenti e lo sguardo e le parole e la musica delle nostre ospiti speriamo di aver creato momenti di riflessione e bellezza. Un ringraziamento speciale va alla Fondazione di Piacenza e Vigevano che ci ha supportati in questa sfida. Siamo già al lavoro per la prossima edizione con tante novità e nuove Klimt’s Ladies che porteranno nuovi sguardi. Non vediamo l’ora”.