Re Carlo non torna dalla guerra, come cantava Paolo Villaggio prima di sublimarsi in Fantozzi. Arriva invece in Italia con la regina del suo cuore, Camilla, come farebbe qualsiasi coppia unita e attempata che vuole festeggiare vent’anni di matrimonio (e cinquantacinque di vero amore, tunnel of love permettendo) nel paese più bello del mondo. Ma siccome Carlo Windsor e Camilla Rosemary Shand coniugata Mountbatten-Windsor non sono proprio una coppia di pensionati qualsiasi, ecco che per loro si schiuderanno le porte più regali che abbiamo a disposizione – esclusa quella, unica monarchia vera, di Papa Francesco che come noto sta un pochetto acciaccato. Re Carlo mercoledì parlerà a Montecitorio a Camere unite, ed è curioso che questo privilegio, primo regnante britannico a rivolgersi a una sessione congiunta del Parlamento italiano, sia toccato finora soltanto ad altri quattro capi di stato stranieri: e sempre si è trattato di re: Papa Giovanni Paolo II del Vaticano, re Juan Carlos di Spagna e infine il suo erede Felipe. Perché noi italiani siamo una grande Repubblica fondata sul referendum e la Costituzione, ma quanto ci piacciono ancora i re, vallo a capire.