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Il redditometro, in un modo o nell’altro, è sempre stato tra noi e dal 1973. L’uso che se ne fa ne determina l’importanza e la portata. Con la conoscibilità e tracciabilità delle spese e delle entrate, portata dall’uso dei pagamenti digitali, dalla fatturazione elettronica, dalla disponibilità di dati sulle compravendite, il redditometro e le sue tabelle diventano quasi superati. Comunque, da ora, polemicuzze a parte, verrà usato con prudenza e mettendo qualche paletto. L’importante è che l’automatismo tra incongruenza delle spese rispetto al reddito dichiarato e l’avvio di un procedimento venga molto temperato. Gli strumenti per combattere l’evasione sono ormai altri e, come si diceva, poggiano sulla tracciabilità delle transazioni più che sull’accertamento successivo attraverso schematici indici di determinazione sintetica del reddito presunto. Non c’è bisogno di presumere quando si può conoscere.