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L’impresa di Francesco

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L’appuntamento di questo fine settimana in fiera di Verona che abbiamo chiamato “L’impresa di Francesco”, si pone in continuità con Economy of Francesco, l’evento internazionale di persone, idee e progetti svoltosi nel settembre del 2022 con papa Francesco che ha visto la presenza di duemila giovani provenienti da tutto il mondo ad Assisi.
L’iniziativa veronese rimanda a questa fonte e vuole essere un tentativo di “messa a terra”, di concretizzare quella vision: un paradigma che va tradotto in valori e strumenti concreti e operativi. Una sfida e un’impresa. Perché l’economia non è fatta per fermarsi alle esortazioni, ma richiede l’individuazione di meccanismi e misure. Siamo consapevoli che le teorie economiche non sono confinate nella sfera degli studi, ma producono effetti nella vita delle persone, delle organizzazioni e degli Stati. Vivono e si attuano nella realtà. Perciò, se non si condivide il pensiero economico oggi dominante – da cui dipendono scelte politiche, orientamenti aziendali e istituzioni che regolamentano i mercati e i comportamenti delle imprese – non sono sufficienti affermazioni di principio, ma serve indicare soluzioni e costruire opzioni concrete che possano prenderne il posto. Cambiare l’economia basandosi solo sull’etica della testimonianza, per contrastare il pensiero neo-liberista che in questi anni ha posto il profitto in cima alla scala delle priorità, non ha grandi possibilità di successo”. Magari entusiasma e scalda il cuore, ma non incide.
Economy of Francesco non rappresenta una nuova teoria economica che intende cancellare l’economia di mercato. Non si tratta di una sorta di maquillage che cerca di sostituire i vecchi linguaggi con concetti nuovi. E non si limita a obiettivi parziali, a qualche indicazione per far crescere l’equità sociale, la dignità del lavoratore, la sostenibilità economica, il rispetto dell’ambiente...
Nell’invito di papa Francesco c’è di più. C’è l’impresa di ripensare l’economia in una logica generativa. Un nuovo umanesimo che, mettendo al centro la persona e la fraternità universale, elabori un paradigma capace di fornire un panorama concettuale specifico per giungere a nuove pratiche socio-economiche e politiche, in grado di promuovere il benessere delle persone, delle imprese, delle associazioni e delle istituzioni per le generazioni di oggi e di domani.
È l’impresa per cui “perseguire il bene comune fa bene all’azienda”; dove “la distribuzione e la partecipazione alla ricchezza prodotta”sia equa; dove ci sia “parità di trattamento salariale tra uomo e donna”; dove si coniughino “i tempi di lavoro e i tempi di vita”; dove “il rispetto dell’ambiente” sia un comportamento generale per tutti; dove si riconosca la superiorità “dell’uomo rispetto alla macchina”; dove “i soldi veri si fanno con il lavoro”; dove il fare soldi “non sia l’obiettivo primario ed unico”; dove “l’attività finanziaria sia al servizio dell’economia reale e non viceversa”. Per questo Economy of Francesco merita grande attenzione sia per la novità nel pensiero sociale ed economico contemporaneo, sia per la riscoperta concettuale della visione francescana della vita, sia per il ruolo cruciale che viene loro assegnato, dopo otto secoli, da papa Francesco per dare spazio ad un’autentica realizzazione del bene comune.
Solo recuperando e rilanciando la matrice teologica, culturale e antropologica della dottrina sociale della Chiesa, alla cui elaborazione ha contribuito anche il pensiero francescano, è ancora possibile realizzare il sogno di una società giusta, onesta, solidale, gioiosa e fraterna, restituendo speranza e motivi di fiducia nel futuro. Un’impresa per chi non ha paura.
Renzo BeghiniPresidente Fondazione Toniolo

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