In foto, l'ambasciatore israeliano Alon Bar (Ansa)
Aveva preso di mira Alon Bar, l’ambasciatore d’Israele a Roma. Gli spediva di continuo, per puro odio, pacchi postali: carne marcia, cuori di bue brulicanti di vermi, tranci di bestie in avanzata putrefazione. Testimoniava in questo modo il suo caldo favore verso i diritti palestinesi. Lui è un professore di scuola media di 51 anni che forma i nostri ragazzi senza il freddo burocratismo dell’insegnante in attesa del 27 del mese. Nelle cose mette cuore, teoria e pratica. Che è una lodevole consuetudine. Per questo suona strano che Gad se ne stia zitto e ancora non gli abbia offerto un plauso, insieme al buffetto riservato al compagno che esagera. Provi allora così, il professor Claudio Angelini: sospenda l’invio dei pacchi in Ambasciata, lasci i vermi nel freezer dieci giorni, sotterri per breve tempo i cuori imputriditi, si regali una lavata alle mani, parta per Milano e vedrà: il 25 aprile, Gad e i suoi ragazzi dell’Anpi gli cederanno volentieri l’onore di marciare in prima fila sventolando il vessillo della brigata antiebraica.
Il ricordo nei 75 anni dalla Liberazione di Roma, 4 giugno 1944. Il comandante delle SS Herber Kappler tentò inutilmente di catturarlo o ucciderlo. Ma lui dopo la guerra andava a trovarlo in carcere