Si respira aria internazionale tra le stanze dell’Università Cattolica che da questi giorni è diventata sede del primo laboratorio di ricerca a livello europeo sul pangenoma animale.
Sono 23 i ricercatori che partecipano alla nuova
Summer school sulla costruzione e sull’utilizzo del pangenoma. Una grande opportunità per Piacenza e per l’intero ambito scientifico che – secondo Paolo Ajmone Marsan, ordinario di Miglioramento genetico animale nella Facoltà di Scienze Agrarie, alimentari e ambientali – “grazie a questi studi riuscirà a fare uno di quei salti di qualità che ogni tanto accadono nell’ambito della ricerca”.
Un grande insieme di geni contenuti nel nucleo di ogni cellula. “Pangenoma significa genoma completo, universale – spiega il professore Paolo Ajmone Marsan -. Il pangenome rappresenta il genoma di una specie nella sua interezza con tutta la variabilità che ciò comporta. Noi andiamo a studiare questa variabilità per cercare di identificare i geni utili dal punto di visto economico, della sostenibilità e dell’impatto ambientale”.
“Possiamo utilizzare i marcatori per studiare le malattie genetiche. Negli animali le nuove varianti possono essere associate anche a caratteri di interesse economico, come l’adattamento ai cambiamenti climatici o alla resistenza alle malattie. E questo permette di poter selezionare gli animali migliori” sottolinea il professore, mentre alle sue spalle il gruppo di ricercatori provenienti da Sud Africa, Brasile, e diverse altre parti del mondo lavorano insieme all’interno della Residenza Gasparini.
Dalla identificazione di varianti che migliorano la produzione di latte, riducono la suscettibilità alla mastite e migliorano la longevità, alla selezione di animali che hanno un’impronta ecologica minore, ad esempio, quelli che richiedono meno risorse per crescere o che producono meno emissioni di gas serra. Dalla comprensione dei processi biologici e genetici che governano lo sviluppo, la salute e la riproduzione degli animali allo studio delle varianti genetiche che stanno alla base di certi tratti complessi; dalla conservazione della biodiversità alla protezione delle specie rare.
Questo e molto altro promette il pangenoma dei capi d’allevamento, ovvero la messa a punto di un dataset di dati genomici di capi della stessa specie per confrontarne il genoma, stabilire il ‘core genome’ comune a tutti gli esemplari della stessa specie e il genoma accessorio, intere regioni di DNA e varianti genetiche più o meno rare di interesse e presenti solo in uno o pochi capi di bestiame.
Sono le potenzialità della ricerca scientifica offerte dalla genomica per la salute e il futuro degli allevamenti, emerse in occasione della prima Summer school sulla costruzione e sull’utilizzo del pangenoma di capi dall’allevamento dal titolo “Livestock pangenomics: how to construct and exploit whole genome information”.