“Il processo nei confronti dei carabinieri della caserma Levante è eclatante, certo. Ma non ci sono i presupposti affinché il Comune si costituisca parte civile”. Così, all’inizio del consiglio comunale di oggi (14 dicembre), il sindaco di Piacenza
Patrizia Barbieri ha frenato la richiesta di alcuni esponenti dell’opposizione di dichiarare l’ente pubblico quale soggetto danneggiato dai
militari di via Caccialupo accusati di torture, lesioni, estorsione, spaccio di droga e arresti illegali, in combutta con un gruppo di spacciatori. “Le azioni incriminate – ha sottolineato il primo cittadino – non coinvolgono il Comune di Piacenza, né direttamente né indirettamente. Ecco perché non ci sono i requisiti per costituirsi parte civile, l’unico effetto sarebbe quello di appesantire il lavoro dei giudici”.
È stato, in particolare, il consigliere comunale
Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) a esortare palazzo Mercanti a “intervenire nel
processo penale iniziato questa mattina, come soggetto penalizzato dalla caserma Levante, in seguito al danno d’immagine provocato alla nostra città”. Per
Christian Fiazza (Pd) “il Comune ha l’obbligo morale di tentare questa strada, come peraltro già fatto in passato in occasione di altri procedimenti giudiziari. Non capisco perché il sindaco abbia presta questa scelta, le sue ragioni non paiono fondate”. Sulla stessa linea
Sergio Dagnino (M5s): “I cittadini avrebbero apprezzato il tentativo dell’istituzione locale di difendere i valori di legalità”. Secondo
Massimo Trespidi (Liberi), invece, “non ci sono le condizioni affinché il Comune si costituisca parte civile”.