A 11 anni dal film esce una nuova stagione di “Boris” ed è come tornare a casa ma con l’algoritmo. Nata nel 2007, la serie culto ci riporta tutto a casa: René Ferretti, Stanis La Rochelle, Corinna Negri, Biascica, Duccio, e gli Sceneggiatori, si devono confrontare con le nuove modalità di produzione della serialità, le piattaforme, la politically correctness a ogni costo, l’inclusione di ogni diversità.
E una storia nuova, con i personaggi a norma, come canta Elio nella sigla. E una storia vecchia, dove loro sono ancora quei personaggi e noi siamo ancora lì a ridere con loro con un groppo in gola in più che è Valerio Aprea che fa Mattia Torre, lo sceneggiatore morto nel 2019.
E meno male che l’inferno è pieno di quarte stagioni, così possiamo tornare a salutarci e a festeggiare. A festeggiare cosa? A questo poi ci pensiamo.
Anche recentemente Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, ha affermato che in palinsesto continueranno a essere presenti serie televisive provenienti dalla Turchia. My home my destiny s’inserisce in questo filone lungo e certamente duraturo e proficuo in termini di ascolti per la prima parte del pomeriggio di Canale 5...
Già da qualche mese viene trasmessa su Canale 5 Endless love (amore infinito), una serie turca che si aggiunge a quelle che già da parecchi anni riempiono il palinsesto pomeridiano subito dopo l’ormai più che trentennale Beautiful...