Il cuore dell’associazione a delinquere che commetteva furti, rapine, estorsioni, riciclava ferro, deteneva armi e droghe, secondo gli inquirenti, batteva nella comunità sinti di Caorso. Lo mette nero su bianco il giudice per le indagini preliminari Luca Milani nell’ordinanza applicata a 34 persone venerdì scorso. Il gip parla di un vincolo associativo “favorito dalla presenza di legami di parentela e dalla comune appartenenza alla comunità sinti”. Una banda al cui vertice c’era un’unica persona, “capo indiscusso della comunità sinti”.
VII Rapporto dell'Associazione 21 luglio: 15.800 le persone di etnia romanì in emergenza abitativa (12.200 in più nel 2016). Dal 2019 diversi Comuni si stanno impegnando per il superamento dei cam