Bisogna essere Judi Dench, gran matrona del teatro e del cinema britannici, per potersi permettere di dire ciò che ha detto Judi Dench: ovvero che, se temete che uno spettacolo vi scandalizzi, vi conviene restare a casa. Da longevo e scaltrito animale da palcoscenico, ha posto la questione in termini squisitamente tecnici e, come tali, inconfutabili.
Poniamo anche che davvero prima di ogni spettacolo si debba elencare al pubblico il dettaglio di tutte le scene potenzialmente scioccanti a cui sarà sottoposto; ma come ci si regola con un bagno di sangue come il “Tito Andronico”? O, per restare a Shakespeare, con quell’altro classicone della mattanza, che a teatro non si può nominare perché porta rogna? Si fa un preambolo di due ore, due ore e mezza, in cui si sciorinano tutti gli squartamenti prima che il sipario si sollevi? Meglio stare a casa e lasciare che chi vuole si goda lo spettacolo in santa pace, pensando che chi non è venuto
non è né politicamente corretto né eticamente progredito: è solo un ignorante della peggior specie, quella di chi non vuole venire sorpreso, non vuole scoprire niente di nuovo, non vuole imparare qualcosa che non sa.