Un vecchio insegnante, a chi gli chiedeva consigli di lettura, usava indicare innanzitutto un metodo per la scelta. Suggeriva di non fidarsi delle impressioni e di scegliere oculatamente i libri da leggere, facendosi consigliare da chi ne sa di più. Ai più attenti, suggeriva di usare come guida due libri: Harold Bloom, Il canone occidentale. I libri e le scuole delle Età, Milano, Bur Rizzoli, 2020, che prende in considerazione 26 scrittori canonici, vale a dire autorevoli nella cultura occidentale sia per la loro sublimità, sia per il loro carattere rappresentativo; e Bernard Pivot, La Bibliothèque idéale, Parigi, Éditions Albin Michel, 1988, opera voluminosa, libro dei migliori libri del mondo, selezionati e commentati, ordinati in tre sezioni, la prima sulla letteratura del mondo, la seconda sui vari generi, dal romanzo al fumetto, il terzo sulla storia e il sapere; per ognuno di questi temi sono individuati i migliori 10 libri, i principali 25, i più interessanti 49 libri, con una breve presentazione.
Quell’insegnante menzionava poi il consiglio del grande filologo tedesco Erich Auerbach (1892-1957), di “imparare a leggere coscienziosamente”, perché – diceva – il semiologo, filosofo e scrittore Umberto Eco (1932 - 2016) osservava che leggendo si vive più volte, aggiungendo che anche questa vita di lettore andava vissuta bene e in buona compagnia.
Che fa il lettore coscienzioso? Si accerta se il libro gli interessa davvero e per fare questo cerca in rete qualcosa di più, l’indice, la biografia dell’autore, i giudizi dei critici. Una volta acquistato il libro – continuava l’insegnante – occorre leggerlo, ma dotati di una matita in modo da segnare i passaggi importanti e di poterli trascrivere, una volta terminata la lettura. E citava l’esperienza dei classici, come Plinio il Vecchio, il quale “nihil enim legit, quod non excerperet” non leggeva niente da cui non traesse estratti (Tiziano Dorandi, Nell’officina dei classici. Come lavoravano gli autori antichi, Roma, Carocci 2007, p. 30-31). Dunque “legere, adnotare, excerpere”. Aggiungeva una citazione di Jorge Luis Borges, Sette sere, Milano, Adelphi 2024, p. 131: “Ricordiamo il passo in cui Platone dice che i libri somigliano alle statue: sembrano esseri viventi ma se le si interroga, non sanno rispondere. Fu per ovviare a questa difficoltà che inventò il dialogo platonico, che esplora tutti gli aspetti di un tema”. Concludeva lamentando una persistente debolezza della popolazione italiana nella comprensione dei testi letti.
Non aveva torto. L’Istituto nazionale di statistica - Istat, in un recente podcast (“Leggere, scrivere ascoltare”) nella serie “cittadini e tempo libero” ha comunicato che 32 milioni di italiani (poco più del 57 per cento) hanno letto un libro nei 12 mesi precedenti all’indagine. I giovani tra 11 e 14 anni, in modo particolare le ragazze, sono anche più numerosi (il 78 per cento). Ma l’Italia è nella terzultima posizione nella classifica dei Paesi europei. Inoltre, l’ex presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini in un saggio su La lingua italiana tra la gente. Prospettive di una situazione preoccupante: il rapporto PIAAC - Ocse 2024 pubblicato negli Atti dell’Accademia delle scienze di Torino nel 2025, sulla base di dati di diverse fonti, ha lamentato la persistente debolezza della popolazione italiana nella comprensione di testi scritti.
Le letture consigliate raccolte qui di seguito riguardano lo Stato, che sta riprendendo quota. Avevamo dato per morti gli imperi perché soppiantati dagli Stati, e per moribondi gli Stati perché soggiogati dalla globalizzazione. Ma gli Stati sono camaleonti, cambiano aspetto. Jean Bodin (1530-1596), ne I sei libri dello Stato. Torino, Utet, 1964, rist. 1988, vol. I, p. 266 e p. 131 ss., notava che gli Stati hanno origine nella violenza e la sovranità è il potere perpetuo e assoluto di cui sono dotati. Per esercitare la sovranità si sono assicurati una propria armatura giuridica, anche se spesso sono incapaci di prospettare, assegnare, spendere, rendicontare. Hanno una base debole perché “esigono tacitamente che tutti possano opinare in merito a questioni di cui non sanno nulla” (come osservato dal filosofo spagnolo Daniel Gamper (1969, vivente) in Le parole migliori. Della libera espressione, Roma, Treccani, 2021, p. 45).
Ascoltiamo su questo tema quattro voci. Innanzitutto, quella di Renato Cartesio (1596-1650), filosofo francese che mette il dito su un elemento della debolezza statale, la sua base. Poi, quella del filosofo, politologo, diplomatico lettone, naturalizzato britannico, teorico del liberalismo Isaiah Berlin (1909-1997) che spiega in quali contraddizioni si dibatte lo Stato. In terzo luogo, l’opinione di un politico tedesco, che ora ricopre la carica di presidente della Repubblica federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier (1956). Infine, l’opinione di un gruppo di studiosi tedeschi che hanno affrontato, in un rapporto pubblicato nella seconda metà del 2025, il problema della capacità dello Stato di agire, proponendo, in un breve libretto di un centinaio di pagine, una serie di rimedi ai maggiori mali attuali dello Stato.
Renato Cartesio, Le passioni dell’anima, Lanciano, Carabba, 1928, rist. 2011, p. 57
Le anime più deboli di tutte sono quelle la cui volontà non si determina a seguire certi giudizi, ma si lascia di continuo trasportare dalle passioni presenti che, essendo spesso contrarie tra loro, la tirano via via ciascuna dalla propria parte, e impiegandola in lotte con sé stessa, mettono l’anima nello stato più deplorevole in cui possa trovarsi.
Isaiah Berlin, Un messaggio al ventunesimo secolo, Milano, Adelphi, 2015, p. 50-51
I valori fondamentali secondo i quali è vissuta la maggioranza degli uomini, in moltissimi Paesi nelle più varie epoche – questi valori, quasi, se non interamente, universali, non sempre sono in armonia gli uni con gli altri. Alcuni sì, altri no. Gli uomini hanno sempre agognato la libertà, la sicurezza, l’eguaglianza, la felicità, la giustizia, la conoscenza, e così via. Ma la libertà totale è incompatibile con la totale eguaglianza: se gli uomini fossero completamente liberi, i lupi sarebbero liberi di mangiare le pecore.
L’eguaglianza perfetta significa che le libertà individuali devono essere limitate, in modo che i più abili e dotati non possano lasciare indietro coloro che inevitabilmente perderebbero la gara. La sicurezza, e anche le libertà individuali, non possono essere preservate se a qualcuno è consentito sovvertirle a proprio piacimento. E in realtà non tutti vogliono la sicurezza o la pace, altrimenti nessuno avrebbe cercato la gloria in battaglia o negli sport pericolosi. La giustizia è sempre stata un’ideale umano, ma non è compatibile in toto con la misericordia. L’immaginazione creativa e la spontaneità, in sé splendide, non possono conciliarsi pienamente con la necessità di pianificare, organizzare, fare calcoli precisi e responsabili. La conoscenza, la ricerca della verità – il più nobile degli scopi – non si può pienamente conciliare con la felicità e la libertà desiderata dagli uomini: quand’anche io sapessi di avere un male incurabile, questo non mi renderebbe più felice o più libero. Devo sempre scegliere: fra la pace e l’eccitazione, fra la conoscenza e la beata ignoranza e così via.
Frank - Walter Steinmeier, Vorwort des Bundespräsidenten, in Julia Jäkel, Thomas de Maizière, Peer Steinbrück, Andreas Voßkuhle, Initiative für einen handlungsfähigen Staat. Abschlussbericht, Freiburg, Herder, 2025, p. 6-8.
In tempi come questi, le persone cercano orientamento e sicurezza. Anche il populismo aggressivo, che alimenta paure invece di apportare proposte costruttive, purtroppo è in ascesa. Molti guardano alla politica con grandi aspettative, ma anche con profondo scetticismo. Viviamo in un’epoca difficile, in cui ci si chiede che cosa il nostro Stato democratico sia ancora in grado di garantire: mantiene ciò che ha promesso in passato? Ha la forza di affrontare i compiti del presente? Può prepararsi abbastanza velocemente al futuro? Numerose persone in Germania ne dubitano. Lo percepisco continuamente nelle conversazioni con cittadine e cittadini o durante visite alle imprese – soprattutto quando, nell’ambito dei miei “tempi sul territorio”, trasferisco per alcuni giorni l’ufficio presidenziale da Berlino in città e comuni più piccoli. In queste occasioni le persone mi parlano delle loro idee e dei loro progetti, del loro entusiasmo nel voler affrontare le cose, realizzare i propri sogni e osare il nuovo. Ma allo stesso tempo sento anche frustrazione, delusione e insicurezza.
Molti riferiscono la sensazione che nella vita quotidiana ci siano costantemente ostacoli e impedimenti posti dalla politica e dall’amministrazione. Si parla di normative e procedure poco trasparenti, di lunghi procedimenti autorizzativi e di strutture amministrative che rendono difficili le cose e scoraggiano, invece di incoraggiare e facilitare. Se allo stesso tempo le infrastrutture pubbliche diventano sempre più fatiscenti, se ponti crollano o devono essere chiusi da un giorno all’altro, se i lavori pubblici si trascinano all’infinito logorando tempo e nervi, se le nuove infrastrutture per internet veloce ed elettromobilità avanzano troppo lentamente, se le reti elettriche e la logistica dell’idrogeno per la transizione energetica mancano e la digitalizzazione della pubblica amministrazione ristagna, allora questo non mette solo a rischio benessere e qualità della vita: tali esperienze erodono la fiducia nel nostro Stato, nelle sue istituzioni e nei suoi rappresentanti. E quando questa fiducia viene meno, anche la democrazia stessa rischia di subire danni. Dobbiamo scongiurare questo pericolo.
Non si tratta infatti di screditare lo Stato o addirittura abolirlo, come predicano i libertari radicali che non offrono alcuna soluzione reale ai problemi; si tratta piuttosto di rendere semplicemente migliore la nostra democrazia e le sue istituzioni.
Julia Jäkel, Thomas de Maizière, Peer Steinbrück, Andreas Voßkuhle, Initiative für einen handlungsfähigen Staat. Abschlussbericht, Freiburg, Herder, 2025, p. 20-22.
Le 35 raccomandazioni per uno Stato che sa agire.
Legislazione
1. I procedimenti legislativi diventano più approfonditi, inclusivi, trasparenti e orientati all’attuazione.
2. Le leggi vengono formulate in modo aperto all’innovazione e favorevole alle eccezioni.
3. L’impegno necessario per attuare e rispettare le prescrizioni legali viene ridotto al minimo.
Federalismo
4. Le competenze tra governo federale, Länder e comuni vengono chiaramente definite. La responsabilità del finanziamento deve corrispondere a tale ripartizione dei compiti.
5. I Länder ottengono la possibilità di prendere decisioni congiunte giuridicamente vincolanti.
Stato digitale e amministrazione
6. Il governo federale istituisce un Ministero per il Digitale e l’Amministrazione. (Questa raccomandazione è già stata attuata.)
7. Il governo federale promuove una nuova cultura del personale all’interno dell’amministrazione federale e riforma la struttura delle autorità dell’intera amministrazione federale.
8. Vengono create nuove norme per la collaborazione digitale tra governo federale e Länder.
9. Comuni e regioni modello sperimentano proposte di riforma per una modernizzazione complessiva dell’amministrazione.
Sicurezza
10. L’assetto costituzionale e giuridico in materia di sicurezza (costituzione della difesa) viene adattato alla nuova situazione di sicurezza.
11. La separazione tra protezione civile e gestione delle catastrofi viene eliminata. Il governo federale ottiene una competenza per la protezione civile nazionale.
12. Il governo federale istituisce un Consiglio nazionale di sicurezza, un Centro nazionale per le situazioni di crisi e un’Unità nazionale per la gestione delle crisi.
13. I servizi segreti vengono messi in condizione di proteggere efficacemente il nostro Paese.
Espulsioni e scambio di dati
14. Le competenze per le espulsioni vengono accentrate a livello federale.
15. Tra tutti i servizi di polizia e le procure viene reso possibile un ampio scambio di dati.
Competitività
16. Pianificazione, appalti e acquisizioni: lo Stato facilita gli investimenti.
17. Lo Stato assume il ruolo di committente e investitore strategico.
18. Lo Stato rafforza i collegamenti tra università e imprese.
19. La Germania ha bisogno di immigrati – le procedure di ingresso e l’integrazione vengono migliorate.
Protezione dei dati
20. Le responsabilità in materia di protezione dei dati vengono snellite, l’ambito di applicazione ridotto e le regole alleggerite.
Clima
21. Il Comitato per il clima viene stabilizzato istituzionalmente e riceve una propria segreteria.
22. In ogni procedimento legislativo vengono realizzati un controllo climatico ed energetico e un controllo sociale.
Politiche sociali
23. Le competenze per tutte le prestazioni del sistema di sicurezza sociale vengono accentrate all’interno del governo federale – preferibilmente in un unico ministero federale, oppure in due.
24. I concetti che determinano il diritto alle prestazioni sociali vengono uniformati.
25. Tutte le persone aventi diritto alle prestazioni sociali vengono suddivise in tre gruppi di bisogno: bambini e giovani; adulti; nuclei familiari
26. Tutte le prestazioni standard del nostro Stato sociale vengono messe a disposizione tramite una piattaforma digitale centralizzata di servizi.
Istruzione
27. Le competenze per l’istruzione tra governo federale, Länder e comuni vengono stabilite in modo univoco.
28. Per rafforzare l’istruzione e le scuole viene istituito un Consiglio nazionale dell’istruzione.
29. Le scuole ottengono maggiore autonomia.
Linee guida
30. Uno Stato capace di agire si relaziona con cittadine, cittadini e imprese con un anticipo di fiducia.
31. Le riforme vengono spiegate in modo trasparente e tengono conto del senso di giustizia delle cittadine e dei cittadini.
32. Occorre contrastare l’influenza dei social media che minaccia la democrazia.
33. Viene introdotto un servizio civile generale (anno di servizio).
34. Le cittadine e i cittadini vengono coinvolti maggiormente tramite consigli civici.
35. Le istituzioni statali e sociali necessitano di una cura e valorizzazione sostenibili.