Si è discusso più volte se sottoporre anche i magistrati a una sorta di esame psico-attitudinale così come vi vengono sottoposte altre categorie professionali. I magistrati se ne sono sempre sentititi offesi e hanno respinto con sdegno la proposta. Con tutta sincerità non se ne comprende il motivo. Un esame psico-attitudinale non è una bastonatura, esso è molto diverso dalle stesse forche caudine. L’esame psico-attitudinale per magistrati sarebbe infatti così concepito: che l’esaminando dovrebbe osservare in tutta tranquillità un paio qualunque di oggetti. Se in qualche minuto non riuscisse a trasformarli in manette, ma volendo in schiavettoni, significherebbe che l’attitudine alla professione gli fa quel pizzico di difetto. Come già succede tutti i giorni, in fondo, non è vero?