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Preghiera

È difficile spiegare che cos'è la tradizione senza essere approssimativi

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È difficile spiegare che cos'è la tradizione senza essere approssimativi
 Foto via Getty Images
Alla “Biblioteca dei sentimenti” (Rai Tre) mi hanno chiesto che cos’è la tradizione. Ci vorrebbe un libro per spiegarlo, e spiegarmelo, ma siccome c’era tempo solo per una battuta avrò risposto qualcosa di approssimativo. Si parlava di tradizione gastronomica che oggi sembra l’unica tradizione possibile. Meglio che niente, e però ce ne sarebbero molte altre: la tradizione onomastica (figli con i nomi dei nonni), la tradizione liturgica (messe in latino), la tradizione architettonica (case con scuri o persiane, chiese a forma di chiesa)... Oggi la tradizione, qualunque tradizione, viene percepita come un fatto sentimentale, peggio, nostalgico. La tradizione come passatismo, ed è l’accezione di Pasolini: “Io sono una forza del Passato. / Solo nella tradizione è il mio amore”.
Proposta così è del tutto naturale che a un giovane la tradizione disgusti. Mette tristezza anche a me. Allora questa tradizione prima che un sentimento va considerata un patrimonio. Un patrimonio materiale, non troppo diverso dal patrimonio immobiliare che invece non disgusta nessuno, nemmeno i giovani: fa comodo a tutti l’appartamento di nonna... La tradizione va perpetuata perché è fonte di senso e al contempo di reddito. Venendo al cibo: i locali alla moda passano presto di moda, le trattorie tipiche prosperano di generazione in generazione.