Per la settima volta, l’81enne
Yoweri Museveni è stato eletto presidente dell’
Uganda. Quando arrivò formalmente al potere nel 1996, in realtà governava già da dieci anni, dopo averlo conquistato come capo della guerriglia contro i regimi di Idi Amin Dada, Milton Obote e Tito Okello. Da allora è stato rieletto senza interruzioni, favorito prima dalla reintroduzione del multipartitismo nel 2005 insieme all’abolizione del limite dei due mandati, e poi dalla cancellazione, nel 2018, del tetto dei 75 anni, superato dallo stesso Museveni l’anno successivo.
Anche questa volta il suo principale avversario è stato il rapper 44enne Bobi Wine, simbolo di una generazione giovane che rappresenta 30 dei 50 milioni di abitanti sotto i 30 anni e che del presidente eterno non ne può più. E come era già accaduto in passato, dopo il voto Wine è finito ai domiciliari. Nel 2021, sconfitto con il 58,38 per cento contro il 35,08, era rimasto in custodia per 12 giorni dopo una campagna elettorale segnata da arresti e proteste represse con un centinaio di morti. Questa volta, con i risultati parziali che lo danno al 19,85 per cento contro il 76,25 di Museveni, è stato nuovamente posto ai domiciliari.