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L’attenzione alle piccole realtà parrocchiali

Le unità pastorali non nascono per cancellare le piccole comunità, non vogliono uniformare azzerando le diversità, ma anzi vogliono proprio valorizzare le capacità di ogni realtà permettendo a tutti di esplodere le proprie potenzialità...

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Le unità pastorali non nascono per cancellare le piccole comunità, non vogliono uniformare azzerando le diversità, ma anzi vogliono proprio valorizzare le capacità di ogni realtà permettendo a tutti di esplodere le proprie potenzialità. Potenzialità che, altrimenti, rischiano di rimanere inespresse e che sono diverse secondo le possibilità di ognuno. Unità pastorale non vuol dire grigia uniformità, ma viva aggregazione; vuol dire una composizione di colori dove ognuno, non importa quanto piccolo, dà il suo contributo fondamentale perché l’intero mosaico riesca un capolavoro e possa mostrare le meraviglie del Signore. La Chiesa, come il corpo, è fatta di piccole unità che solo lavorando insieme fanno funzionare il tutto al meglio, ma come il corpo non può negare o cancellare l’importanza di ogni sua singola parte, così la Chiesa non può fare a meno di ogni singola parrocchia, per quanto piccola sia, di ogni singolo cristiano, perché Cristo è venuto per lui. Allo stesso modo le unità pastorali mirano a valorizzare ogni realtà, per quanto piccola sia. Proprio partendo dall’analisi delle caratteristiche del periodo storico che stiamo vivendo, ci si è resi conto che il calo dei ministri, soprattutto in ambito laicale, non permette più di fare in ogni parrocchia tutte le attività pastorali, come si è fatto fino a qualche anno fa. Questa situazione però non può essere un motivo per fermarsi, per piangersi addosso, lamentarsi, abbattersi, ma invece deve essere l’occasione di guardare le cose in maniera diversa e ripartire facendo diventare quella che sembra una debolezza un punto di forza confidando sempre nel Signore, perché come dice San Paolo quando scrive ai cristiani di Corinto: “Quando sono debole, è allora che sono forte”.Oggi non è più possibile proseguire come prima, ce ne siamo resi conto nella maniera forse più dura, ma questo ci permette di aprirci a un’opportunità, di mettersi insieme nelle unità pastorali perché possiamo fare ogni cosa, al meglio, tutti insieme. C’è un cambiamento d’epoca e il Signore chiede alle nostre comunità di prendere in mano questo cambiamento, di modificarci e di crescere secondo un cammino di collaborazione e corresponsabilità che genera dinamiche nuove nelle quali è presente Dio.  Quindi non annullamento, non scomparsa, ma valorizzazione e messa in comune delle risorse di ognuno così che tutti poi possano mangiare alla stessa mensa e avanzino pure cesti colmi di pani. La paura di perdersi nell’incontro con l’altro c’è sempre, di essere fagocitati, ma questo non ci ha mai fermati come cristiani anzi, la nostra prima vocazione è proprio nell’incontro con l’altro. Quindi non importa quanto la nostra realtà parrocchiale sia piccola, perché essa è importante e amata, ma oggi mettendosi insieme, creando un’unità basata sulla stessa fratellanza in Cristo e che ha come orizzonte la pastorale di annuncio del Vangelo, diventa grande, insieme alle altre, mostrando in concreto che nessuno è così povero da non avere nulla da donare. Non preoccupiamoci di cosa avverrà, non possiamo prevederlo, ma preoccupiamoci di avere chiaro l’orizzonte verso cui ci muoviamo e di assecondare ciò che lo Spirito suscita in noi, nella nostra Chiesa. Non cerchiamo di capire come sarà la costruzione finale, ma concentriamoci sul creare dei ponti, mettere in moto dei processi, perché è nel processo, nella relazione continua con l’altro che il Signore si manifesta, al di là di ogni nostro schema e sarà Lui, allora, il vero architetto, ben al di là dei nostri progetti. Chiediamo sostegno con la preghiera e l’adorazione, per essere davvero capaci di fare unità, di non dimenticare la priorità dell’annuncio, e per poter ricordare e proclamare le parole di lode del Salmista: “Quante meraviglie hai fatto tu, Signore Dio, quanti progetti in nostro favore” (Sal 40/39, 6).Delle unità pastorali si parlerà su Telepace nella trasmissione dal titolo Tutto in tutti in onda lunedì 7 maggio alle 20.35 e in replica martedì 8 maggio alle 23.40 e sabato 12 maggio alle 13.40.

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