Ultimo grido di stagione regolare. Poi saranno playoff: forse per la Virtus Bologna, quasi certamente no per l’Olimpia Milano. Ma finché c’è speranza – o aritmetica – il basket italiano resta aggrappato alla 34esima giornata di questa Eurolega. Deludente per le nostre squadre in gara, al cardiopalma per tante altre: tra conferme, ritorni di fiamma, grandi assenti e superfavorite. Di seguito, tutto quello che c’è da sapere sul rush finale della massima pallacanestro europea. Con sguardo alle Final four di Berlino.
Un miracolo ai ragazzi di Messina, lo smalto d’autunno a quelli di Banchi. Ai nastri di partenza, Bologna avrebbe messo la firma per trovarsi nella situazione attuale: ottavo posto, 17 vittorie, qualificazione in tasca ai play-in – la grande novità dell’annata 2023/24 – e l’occasione di disputarli da testa di serie. Il problema è che le Vu nere hanno perso 8 delle ultime 10 gare di Eurolega, dopo essere state perfino terze in classifica e sciupando così il pass diretto per i playoff. Invece venerdì, alla Segafredo Arena, contro il Baskonia sarà spareggio prima degli spareggi: gli spagnoli sono appaiati in classifica (all’andata successo Virtus per 81-91) e chiudere in bellezza vorrebbe dire concedersi il lusso di poter perdere una delle prossime due partite, giocando quella decisiva in casa.
La formula dei play-in, scopiazzata dall’Nba, prevede infatti due turni eliminatori. Dapprima la settima in classifica affronterà l’ottava in partita secca: chi vince vola ai quarti, chi perde affronterà la vincente della sfida tra nona e decima; la squadra che a sua volta si aggiudicherà questa contesa sarà la testa di serie numero otto ai playoff. Un format un po’ cervellotico, forse, ma in fin dei conti imprevedibile e soprattutto efficace a coinvolgere quante più formazioni possibili.
Perché con le vecchie regole, la martoriata stagione di
Milano sarebbe già finita da un pezzo. Eppure
è bastato qualche tardivo sussulto d’orgoglio – come la prova di forza sulla Virtus, 90-75, la settimana scorsa – per regalare alle scarpette rosse un’estrema opportunità. Non si illudano i tifosi:
le chance di qualificazione sono comunque ridotte al lumicino. L’Olimpia (record 15-18) al momento è undicesima insieme al Partizan Belgrado. Una vittoria sopra, cioè al piazzamento che conta, si trova l’Anadolu Efes. Giovedì Melli e compagni scenderanno sul parquet neutro di Belgrado contro il Maccabi Tel Aviv, mentre turchi e serbi se la vedranno rispettivamente contro Stella Rossa e Valencia. C’è solo una combinazione che farebbe sorridere Milano: vincere, con la concomitante sconfitta delle altre due (in caso di arrivo a tre, la classifica avulsa premierebbe il Partizan). A complicare le cose ci sono poi le avversarie di turno. Gli israeliani sul cammino dell’Olimpia sono già matematicamente settimi, ma ben attrezzati. Mentre la Stella Rossa, perdendo a Istanbul, trascinerebbe con sé i rivali del Partizan: profumo di biscotto.
Dagli ultimi due gradini del tabellone passiamo ai primi sei. Lo squadrone da battere è ancora una volta il Real Madrid: non solo si tratta dei campioni in carica, ma sono l’unica formazione ad aver dominato dall’inizio alla fine (22 vittorie, 7 ko) una regular season altrimenti combattuta. Tutte da definire le altre gerarchie. C’è il Barça di Vesely e Laprovittola, capace di sopperire alla partenza di Mirotic. Suggestiva la riscossa delle due greche: l’Olympiakos punta a migliorare l’argento della passata edizione, il Panathinaikos sta riemergendo da alcune annate incolori. Sempre più ambiziosa l’ascesa del Monaco,
trascinato dall’ex Olimpia Mike James. Infine il Fenerbahce, fresco di record: nella vittoria a valanga sull’Alba Berlino, l’ala gialloblù Nigel Hayes-Davies ha segnato la bellezza di 50 punti. Non ci era mai riuscito nessuno nella storia dell’Eurolega. Si attende chi saprà fare ancora meglio.